Sacro monte di Varallo

Luogo

Il Sacro Monte di Varallo si trova in provincia di Vercelli. È un luogo di spiritualità unico nel suo genere, simbolo e voce di tutta la Valsesia.

Dal 2003 è stato riconosciuto patrimonio mondiale Unesco ed è il più antico dei nove Sacri Monti presenti in Piemonte e Lombardia.

Storia e devozione

Il complesso del Sacro Monte è situato a 588 metri di altitudine, appena fuori dal centro di Varallo, e consta di una basilica e 44 cappelle affrescate.

I Sacri Monti, riproduzioni di alcuni luoghi della Terra Santa, iniziarono a diffondersi in Occidente verso la metà del ’400, quando, a causa dei Turchi, il pellegrinaggio in quelle zone iniziò a diventare sempre più pericoloso.

Tra queste riproduzioni c’è proprio il Sacro Monte di Varallo, che fu costruito per iniziativa del beato Bernardino Caimi, il quale, tornando dalla Terra Santa (dove era stato guardiano del Santo Sepolcro) verso la fine del XV secolo, decise di ricreare in piccolo i luoghi della Palestina. Settant’anni dopo, san Carlo Borromeo si interessò a questo luogo e, visitandolo diverse volte, accrebbe notevolmente la notorietà della “Nuova Gerusalemme”, come Borromeo stesso l’aveva soprannominata.

Ci sono voluti circa due secoli affinché il Sacro Monte di Varallo fosse terminato. Al suo interno, come accennato, si trovano ben 44 cappelle.

Questi edifici, dislocati in un percorso di vie e piazzette, sono affrescati e arricchiti da più di 800 statue raffiguranti tutte le scene della vita di Gesù Cristo e della Madonna.

La via sacra si snoda nel bosco seguendo le numerazioni delle cappelle, alcune delle quali raggruppate e altre invece più distanziate.

La prima parte del Sacro Monte è un esempio di parco-giardino, realizzato secondo il modello del giardino all’italiana, con le cappelle che si susseguono tra siepi, viottoli e alberi.

Quindi si arriva alla parte finale, dove si apre tutta la maestosità del complesso, che vuole ricreare la città di Gerusalemme, con le mura storiche e le due grandi piazze con palazzi porticati, quella del tribunale (la piazza civile) e quella della basilica (la piazza religiosa).

Diversi artisti, pittori e scultori, hanno lavorato alla realizzazione di questo complesso di edifici.

Fra gli artisti più importanti che hanno lavorato al Sacro Monte di Varallo c’è Gaudenzio Ferrari, che collaborò con il beato Caimi proprio durante la fondazione del complesso.

Ferrari ha realizzato, oltre alla grandiosa cappella della Crocifissione, numerose altre statue e dipinti che adornano le altre cappelle.

Volontari formati sono a disposizione per accompagnare i visitatori, gruppi o persone per visite guidate del complesso che vi faranno entrare nell’anima di questo luogo e scoprire le storie e gli artisti ad esso legati.

Il Sacro Monte di Varallo è un tesoro antico del Piemonte ricco di storia e di bellezza assolutamente da vedere.

Riflessioni

Siamo stati in pellegrinaggio al Sacro Monte di Varallo nel 2016 con la nostra unità pastorale. Possiamo dire che il luogo è davvero particolare e affascinante.

La disposizione delle cappelline ti costringe ad un percorso reale, ma allo stesso tempo spirituale, seguendo il racconto della storia della vita di Gesù.

All’interno delle cappelle, le varie rappresentazioni, che uniscono sapientemente la parte architettonica con la pittura e la scultura, danno un forte senso di realismo.

Ricordiamo che la guida ci fece riflettere sul fatto che un tempo spesso i fedeli erano analfabeti e la visita a questo Sacro Monte costituiva per loro un’esperienza davvero unica: se normalmente nelle chiese si rappresentavano le scene con la pittura, a Varallo l’esperienza passava improvvisamente al “3D” facendo sì che i devoti potessero sentirsi fortemente coinvolti dallo spettacolo raffigurato e quasi parte di esso.

Un altro dettaglio davvero particolare è che, per poter osservare le varie scene, non puoi entrare direttamente nelle cappelle, ma sei costretto ad osservare tramite piccole finestrelle o grate: questa “costrizione” è un regalo fatto al visitatore che si trova quasi a “spiare” la scena e si sente testimone privilegiato.

L’obbligo di guardare tramite le grate fa sì che tu sia costretto a mettere a fuoco prima certi dettagli (il pugno chiuso di un soldato romano, una pia donna con i panni in mano…) e soltanto dall’ultima finestrella puoi scorgere i protagonisti e la centralità della scena (Gesù flagellato e poi crocifisso).

Ti sembra quasi di assistere ad una rappresentazione teatrale, ma anziché stare comodamente seduto in poltrona, devi spostarti, osservare e meditare.

Consigliamo la visita a tutti, ma soprattutto alle famiglie, facendo in modo che la visita sia un’esperienza di fede condivisa. Chiedere ai bimbi “Cosa ti colpisce di questa scena?” oppure “Cosa ti preoccupa?” oppure fermarsi a pregare insieme di fronte alla Crocefissione, crediamo possa essere una bella occasione di catechismo per tutta la famiglia. Buona visita!

PREGHIERA

Signore, fa’ che
questo cero che io accendo
sia luce che mi rischiari
nelle difficoltà e nelle decisioni.
Che sia fuoco che bruci in me egoismo, orgoglio, impurità.
Che sia fiamma
per riscaldare il mio cuore. Signore, non posso restare a lungo in questo SANTUARIO.
Lasciando ardere questo lume è un po’ di me stesso
che voglio donarti.
Aiutami a prolungare la mia preghiera nelle attività
della mia giornata.
Amen
(Preghiera da recitarsi
accendendo una candela)

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