Una rete globale

I social network a nostra disposizione sono davvero tanti, molti più di quanti ne immaginiamo. Alcuni sono basati prevalentemente sulle immagini (Instagram, Pinterest), altri su video (YouTube, TikTok), su testo, e quelli che combinano diversi formati (Facebook, LinkedIn, Twitter). Ma è una realtà in continua evoluzione.

I social si stanno ormai orientando verso un target di pubblico ben preciso, tenendo in considerazione parametri come età, sesso, interessi specifici, aree del pianeta. Il noto Facebook, oggi in calo per numero di utenti iscritti, disponibile in 37 lingue differenti (potrebbero sembrare tante, ma non dimentichiamo che le lingue parlate nel mondo sono da 6.000 a 7.000, e che “solo” 2.500 di esse sono a rischio di estinzione), ormai si concentra soprattutto su un pubblico di 25-34 anni, prevalentemente femminile; LinkedIn, in crescita nell’ultimo biennio, individua come target aziende e professionisti, come anche Xing, un network professionale; TikTok sta spopolando in Italia e in tutto il mondo, diffondendosi soprattutto tra i giovanissimi, 12-19 anni, la cosiddetta Generazione Z.

Instagram è il social maggiormente usato dai Millennials (sono, secondo i sociologhi, i nati tra il 1981 e il 1996); su Pinterest trovano spazio uomini e donne di ogni età; Tumblr e Snapchat sono per teenagers e giovani, RenRen (molto simile a Facebook), Disqus, Vkontakte, YouTube, Ask.fm, Flickr, WhatsUpp e ClassMates puntano indistintamente a un pubblico di giovani e adulti. E i più anziani?

Gli ultimi studi (Rapporto Censis sulla Comunicazione, 2019) dicono che fino a qualche anno fa solo il 42% degli over 65 usava Internet e solo il 35% aveva uno smartphone, mentre solo il 16% delle case dei nostri senior era dotata di una connessione. Il numero di nuove connessioni già nel 2020, complice il Covid-19 con l’isolamento che ha comportato e il bisogno di comunicare che si è incrementato, è cresciuto a dismisura, anche per imposizione di figli e nipoti, desiderosi di vedere e parlare con i propri cari. Nonni e nonne non solo hanno gradito, ma ci hanno anche trovato gusto, cimentandosi con interesse sia su piattaforme come Meet, Zoom, Teams, e soprattutto su WhatsApp, dove trascorrono il 52% del loro “tempo digitale”. E non basta. Gli utenti di fascia senior (+ 65) iscritti su Facebook sono aumentati del 25% rispetto al 2020; stessa percentuale di incremento per i nuovi iscritti su Snapchate; il 20% usa YouTube.

Se gli ultraottantenni di oggi rimangono fuori dalla rivoluzione digitale, risulta però in costante aumento, per quanto riguarda l’uso di internet e dei social, la fascia compresa tra i 55 e i 75 anni. È curioso il dato sul Gaming (videogiochi online): pur rimanendo quelli della Generazione Z i maggiori fruitori, merita attenzione la crescita da parte di utenti appartenenti alla fascia tra i 55 e i 64 anni.

Cosa accade nel mondo? I dati raccolti nel Digital Report Global 2021 (documento prodotto da We are Social con Hootsuite) ci dicono che ad usare Internet sono più di 4 miliardi e mezzo di persone. La novità è che il 70% di loro lo utilizza per scopi diversi dalla ricerca testuale e lo fa soprattutto da un dispositivo mobile. L’utente medio passa online circa 7 ore al giorno, di cui 2 ore e 25 minuti vengono trascorsi su piattaforme social. Solo sui social sono presenti 4,2 miliardi di utenti in tutto il mondo, con un incremento di 490 milioni di persone. Nello specifico, il primo posto in termini di fruizione è da assegnare ai filippini, seguiti da brasiliani, colombiani e sudafricani. Il 98% di loro sono attivi su più piattaforme.

Facebook rimane il social network più diffuso nel mondo, ma nell’ultimo anno ha perso molti utenti e interi territori come Azerbaijan e Georgia; nell’area dell’ex Unione Sovietica, i social dominanti sono Odnoklassnik, che ha scalzato il concorrente VKontakte dal Kyrgyzstan, dalla Moldavia e dal Tajikistan, e OK.ru, appartenenti entrambi al colosso Mail.ru. Realtà e nomi perfettamente sconosciuti per gli utenti dell’Unione Europea e dell’Occidente anglo-americano, a conferma di quanto sia estesa, complessa e variegata la realtà dei Social e di quanto grande sia l’interesse economico e commerciale ad essi legato.
In Iran, causa la censura di stato, emerge solo a tratti Instagram.

In Cina, se si considera l’accesso ai Social da desktop (il computer di casa), continua a prevalere l’uso di QZone (creato nel 2005, oggi conta più di 570 milioni di iscritti), il social network parte di QQ (Tencent QQ, generalmente chiamato QQ, è il più popolare programma di messaggistica istantanea in Cina, creato nel 1999), ma se si considerano gli accessi da dispositivi mobili emergono TikTok (700 milioni di utenti), Douyin (600 milioni) WeChat (121 milioni). Altri social usati dalla popolazione cinese sono Weibo (431 milioni) e Kuaisho (entrambi nati nel 2009). Orkurt è il social più popolare in America latina e India, Friendster nel Sud-est asiatico.

I social si sono rinnovati, moltiplicati e globalizzati, ma ciononostante si osserva la tendenza a formare macro-regioni geografiche: Occidente, Oriente, territori dell’ex Unione Sovietica.
Se il quadro disegnato dai social network diventa una selva oscura, non scoraggiatevi. A quelli fin qui considerati, se ne possono aggiungere, senza esagerare, ancora qualche centinaio.
Come accennato sopra, molti utenti utilizzano oggi i propri dispositivi per cercare in rete prevalentemente immagini e video, piuttosto che un testo.

La mania dei tutorial, già presente sui social, è dilagata all’arrivo della pandemia: mini-video per il benessere, la cucina, su come fare ginnastica in casa, come dimagrire, riciclare, fare riparazioni di elettrodomestici, e una selva selvaggia di video-tutorial che spaziano dalla medicina a come investire i soldi per guadagnarne tanti in poco tempo. Si sono moltiplicati i video del settore scuola, i cosiddetti Educational Tutorial, che spiegano ogni argomento di ogni disciplina e risolvono ogni sorta di dubbio degli studenti. Gli esperti ci dicono che questa tendenza si incrementerà nei prossimi anni, grazie anche al cross posting, cioè la possibilità di creare contenuti che sia possibile postare su più piattaforme. TikTok permette già di esportare i video su Instagram e Facebook, mentre con la funzione Reels (permette di creare un video in formato multi-clip dalla durata di 15 secondi a cui è possibile aggiungere audio, testi ad effetti visivi in realtà aumentata) adesso anche da Instagram i video possono migrare verso YouTube Short, la nuova funzione di YouTube che permette di condividere i video della durata massima di 60 secondi.

Un recente studio Cisco riporta che entro il 2022 più dell’80% di tutti i contenuti online sarà video, quindi saremo sommersi da filmati. Instagram ha già la sua Tv, la Igtv, che per il momento non ha sortito il successo sperato. Anche il mondo dell’informazione si dirige verso il social visual journalism: il Washington Post ha pensato a contenuti giornalistici per giovanissimi da postare come video di 60 secondi su TikTok. The Guardian, CNN e altri grandi dell’informazione fanno lo stesso, sfruttando altre piattaforme.

I social media che avranno nel futuro prossimo una sensibile influenza, soprattutto nel campo dei Social Media Marketing, sono Lasso (versione di TikTok rivista da Facebook), Vero (alternativa a Instagram, da cui si distingue per non aver annunci pubblicitari; qui sono gli utenti a decidere chi vedrà i contenuti condivisi), Streemit (piattaforma di blogging e social media fondato sulle blockchain: ogni utente che crea e cura i contenuti è ricompensato con la criptovaluta Steem) e Caffeine (piattaforma social broadcasting focalizzata sul gaming, l’intrattenimento e le arti creative; gli utenti possono creare trasmissioni live per amici e followers e gli spettatori possono interagire con i produttori attraverso commenti ed emoji).

Clubhouse è la vera novità del momento. Si tratta di un nuovo social network basato solo su contenuti audio, lanciati dagli iscritti in specifiche “stanze tematiche”, creando discussioni “vive” e non podcast solo da ascoltare; per il momento ci si può iscrivere solo su invito e l’app è disponibile per iOS di Apple, non ancora per Android.
Conoscerli equivale ad affacciarsi alla finestra del “domani”, o più semplicemente capire la “vera” realtà in cui viviamo.

(Sitografia di riferimento: www.wired.it; www.studiosamo.it; www.vincos.it;
www.influencermarketingub.com)

Mario Colletti
(3 – fine)

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