Il mondo dei social

I social rappresentano un nuovo stadio dell’evoluzione delle relazioni umane e della comunicazione: forum, blog, profili personali, community, live streaming, bacheche, tutorial, webinar, strumenti open source, smart working, tempo libero, e-commerce, e-shopping, e-book, advertising, notizie, cucina, curiosità, giochi online, eventi, cronaca, corsi, formazione professionale, home banking, informazione… Il mondo oggi si rappresenta e passa attraverso una piattaforma digitale. Tutto avviene in tempo reale. Tutto è reale o comunque “accade” veramente. Ciascuno può prendervi parte allo stesso livello degli altri: si direbbe la configurazione del sogno di una democrazia diffusa e globale, che abbatte confini, limiti e tabù. Ma non è proprio così.

Il connubio “Social” e “Responsabilità” non è ovvio, maturo ed efficace come la tecnologia che supporta e permette tutto questo. Vi è una sempre più crescente responsabilità del singolo che “vive” sui social, e mediamente la maggior parte di questi individui è impreparato a gestire il potere che i social possono fornire. Vi sono inoltre meccanismi che sfuggono al nostro controllo e che creano solo l’illusione di un’apparente uguaglianza e opportunità comuni ai miliardi di utenti social nel mondo. E inoltre siamo per lo più inconsapevoli (e spesso imprudenti) circa il trattamento dei dati personali che condividiamo in rete: proprio qualche giorno fa dei ladri sono entrati in diversi appartamenti lussuosi di Milano dopo aver seguito sui social i movimenti, gli spostamenti, i programmi dei proprietari; quindi sicuri di non trovare a casa nessuno, li hanno rapinati dei loro beni.

Anche in questo “mondo virtuale” persiste l’eterno divario tra ricchi e poveri: il digital divide (divario digitale) permane ed anzi continua a crescere. In poche parole, le condizioni economiche del singolo e la qualità delle infrastrutture del territorio in cui si vive sono motivo di esclusione o di limitato accesso alla rete e quindi ai social. Non tutti possono permettersi un device (dispositivo) adeguato per connettersi, registrarsi su una piattaforma e gestire profilo e contatti. In certe parti del mondo anche la differenza di età e di sesso possono costituire impedimento per entrare nel mondo digitale.
Detto ciò, l’accesso ai social network è immediato, sono disponibili gratuitamente (almeno nelle funzioni base) e permettono di interagire e condividere dati. Secondo lo studio “Digital 2020” realizzato da We Are Social con Hootsuite, su una popolazione mondiale di più di sette miliardi di persone sono circa 3,8 miliardi gli utenti attivi sui social network.

In Italia gli utenti attivi sono circa 35 milioni e rappresentano il 58% della popolazione totale. Blogmeter ha pubblicato una ricerca intitolata “Italiani e Social Media” con l’intento di conoscere quali sono le finalità che spingono gli italiani ad utilizzare una qualche piattaforma social. Il 48% degli intervistati trascorre il tempo sui social sfogliando immagini e guardando video pubblicati dalla cerchia dei loro contatti. Solo il 12% sfrutterebbe questi canali per poter migliorare la propria visibilità pubblicando nuovi contenuti. Interessante invece sapere che queste piattaforme svolgono ormai un ruolo cruciale nella fase decisionale che precede un acquisto: il 19% del campione conferma di aver cambiato idea riguardo un prodotto o un servizio dopo aver letto le recensioni e i commenti sui social.

Novità arrivano dal pubblico dei più piccoli: dai 12 anni in su risulta che la piattaforma di live streaming più usata è Twitch, sviluppata da Amazon, che mette a disposizione contenuti sul gaming, e-sport, abbigliamento ed altro.

Ecco di seguito la classifica di Blogmeter dei social più utilizzati dagli italiani:
1) Facebook
2) YouTube
3) Instagram
4) TripAdvisor
5) Twitter
6) LinkedIn
7) Pinterest
8) Snapchat
9) Tinder
10) TikTok
11) Twitch

Sul fronte della messaggistica istantanea troviamo al primo posto WhatsApp. Solo il 46% utilizzerebbe Telegram, con funzioni simili, mentre altri usano Viber e, solo il 10%, WeChat. Ogni fascia anagrafica ha una sua proiezione sui social: giovani, anche giovanissimi, adulti, anziani, pensionati, ottantenni. Quello che differenzia la presenza di una fascia piuttosto che un’altra è la piattaforma stessa del social, le potenzialità, le possibilità e la modalità (testi, piuttosto che foto, video…) che offrono: i giovani si orientano attualmente su Instagram, gli adulti permangono fedeli più a Facebook, ovviamente non escludendo di usarne altri.

Snapchat, creato nel 2010, conta 397 milioni di utenti; a metà tra un’app di messaggistica e un social network, permette di scambiarsi audio e video di massimo 10 secondi; disponibile per utenti maggiori di 13 anni, ma vista la popolarità si sono creati account con false indicazioni di età. Per ovviare al problema il team di Snapchat ha creato Snapkidz, che permette di fare foto e video, editarli, ma senza la possibilità di condividerli sul web.
Tiktok nasce nel 2016 all’insegna dello slogan “Make every second count” ossia fare in modo che ogni secondo conti. Totale utenti 800 milioni nel mondo, soprattutto giovanissimi.
Viber permette di chattare, chiamare e videochiamare gli utenti che utilizzano questo servizio.

Tumblr è una piattaforma di microbloggin che consente di postare contenuti multimediali all’interno di uno spazio web gratuito, con personalizzazione della propria pagina.

Reddit è un portale dedicato ai social news, all’interno del quale si possono pubblicare testi, immagini e video su argomenti di proprio interesse e si può votare, lasciare un commento e generare discussioni sui post di altri utenti.

Wechat è un’app molto diffusa in Cina, usata per messaggiare, per effettuare pagamenti e accedere a una moltitudine di servizi, dall’home banking al servizio taxi. Permette anche di pubblicare immagini e video sul proprio profilo, ricevere commenti o indicare il gradimento del post.

Anche i social, benché collocati su un mondo virtuale, possono far fatica a varcare i confini politici di alcune nazioni del mondo. è infatti concorrenza spietata fra Cina e Stati Uniti per la conquista di mercati e utenti, con veti, interdizioni, blocchi alla rete network nel proprio territorio e attivazione di piattaforme native.
(Fonti: www.insidemarketing.it ;
www.businessinsider.com)

Mario Colletti
(2 – continua)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *