Scuola Teologica Diocesana, i prossimi corsi «online»

La nostra vita di cristiani si gioca tutta nel nostro saper rispondere con una fede intelligente alle differenti situazioni che la realtà quotidiana ci pone dinnanzi.

Tuttavia ci scontriamo con una sempre crescente complessità del modo in cui l’organizzazione della vita stessa ci si presenta. Questo spesso ci disorienta, e ci lascia confusi. Se infatti siamo “nel mondo” ma “non dobbiamo essere del mondo” abbiamo però necessità di capire come “stare nel mondo”.

La Dottrina Sociale della Chiesa (DSC) a questo proposito ci fornisce alcune indicazioni importanti, non partendo da premesse “mondane” ma partendo dalla luce della fede.
La DSC è uno strumento che fa parte della dimensione missionaria ed evangelizzatrice della Chiesa, non è infatti un insieme di regole morali, né un manuale in cui trovare le modalità attraverso cui costruire la società perfetta, ma, attraverso la capacità di leggere gli eventi con occhi nuovi, ci permette di avere una visione che sa discriminare tra il bene e il male e quindi ci fornisce dei criteri di decisione. Possiamo infatti parlare di decisione e non semplicemente di sentimento, perché la fede implica sempre un giudizio e un discernimento su ciò che si vive.

Il titolo scelto per questo ciclo di incontri organizzati dalla Scuola Teologica Diocesana e dall’Ufficio di Pastorale Sociale, “Dio, io e noi” (si veda a fianco il programma), ci rimanda proprio alla doppia dimensione della DSC, che è sia orizzontale che verticale, o anche, in altre parole, sia storica che trascendente.

Cristo infatti è lo stesso “ieri, oggi e sempre”, per questo possiamo dire che la DSC è “costante” perché trova la sua fonte primaria nel Vangelo ma è allo stesso tempo sempre in “movimento” perché la storia degli uomini è sempre in divenire. Questo comporta da parte nostra non tanto uno sforzo solamente conoscitivo, ma uno sforzo di comprensione della realtà che è stata pienamente redenta dalla presenza di Dio nella storia. La peculiarità dell’annuncio cristiano inteso in questi termini è, quindi, il suo essere un annuncio di salvezza.

Queste serate, quindi, oltre a fornire alcuni strumenti per una corretta impostazione metodologica del modo di intendere la DSC, ci permetteranno di trovare quella grammatica per vivere e realizzare tutto quello che la propria vocazione chiede, nella famiglia, nel lavoro e nella ricerca della giustizia. Non possiamo accontentarci di vivere queste dimensioni di vita come se potessero essere rilegate solamente in spazi privati e non avessero un riflesso pubblico.

La famiglia, infatti, può essere considerata il luogo dove la società stessa viene generata perché in essa si imparano quelle virtù come l’accoglienza reciproca e il dono gratuito che si estendono poi alla società intera; il lavoro, la modalità attraverso cui ci rendiamo partecipi dell’opera creatrice di Dio e possiamo rendere un servizio agli altri; la giustizia, una virtù che permette di riconoscere l’altro come persona dandogli ciò che gli è dovuto, ma che nello stesso tempo si apre alle necessità più grandi e universali della carità.

Chiara Franco
direttore dell’Ufficio diocesano di Pastorale Sociale e del Lavoro

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *