Claudio Chierici, «ascoltammo l’eco della Luna»

Claudio Chierici, il pioniere dell’internet da cielo, tecnico di alta frequenza di Radionova, ha un’antica passione come radioamatore.

Nei primi anni Novanta fece un esperimento curioso. Ascoltare la Luna che, in Appennino e col cielo sereno, regala eterne emozioni di suggestioni nelle sue diverse forme e posizioni.

“Ascoltare l’eco è un risultato della perfezione del set up, è una verifica delle apparecchiature che, nel nostro caso, erano fatte in casa. Di solito l’eco si utilizza per arrivare nelle zone del nostro pianeta che in quelle frequenze non risulterebbe possibile essendo frequenze Vhf, quindi non propagabili fino a quel punto. All’epoca pensammo che si poteva fare altrettanto con la Luna: lanciare il segnale nello spazio, verso il nostro unico satellite naturale, e sentire il proprio segnale riflesso, ovvero ripetuto da lei, la nostra grande e lontana Luna”.

Chi collaborò con te in questo esperimento radiofonico?
Eravamo un team di tecnici sperimentatori emiliani. I primi test vennero fatti nella mia Scurano poi traferimmo l’impianto dal nostro collega Fausto a Budrio, Bologna.

Era una tecnologia diffusa?
Non siamo stati i primi, ma sicuramente in pochi vista la difficile realizzazione dell’impianto aereo (antenne), oltre ad amplificatori, preamplificatori e convertitori necessari e impiegati.

Ricordi cosa provaste quando sentite l’eco?
Una grande emozione. All’inizio non credevamo alle nostre orecchie o meglio alle nostre cuffie. I primi tentativi erano fatti con poca potenza e quindi l’eco della Luna era molto basso, successivamente abbiamo migliorato sia la parte aerea antenne che l’amplificatore usando amplificatori di alta potenza e la soddisfazione era alle stelle… una cosa indescrivibile.

In cosa consistette dal punto di vista tecnico il vostro ascolto della Luna?
Tecnicamente abbiamo dato potenza a un segnale radio, puntando le antenne con obiettivo la Luna. Un segnale talmente forte che così viene riflesso dal grande satellite stesso. Si usava come prima prova un’emissione in modalità telegrafia (la stessa del codice Morse, chiamata Cw), perché con essa è possibile una maggiore potenza e sensibilità in ricezione. Poi quando il segnale era forte potevamo passare alla modalità di emissione fonica e, in questo modo, anche ascoltare la nostra voce riflessa. E vi assicuro era un’emozione unica.

Avevate diffuso questo ascolto… lunare anche con altri?
Beh, erano tante le persone che venivano ad ascoltare questo tipo di test o meglio di attività. Partecipammo anche a dei contest, delle vere gare di questa attività, a livello mondiale e tenevamo botta con la nostra bandiera italiana.

E oggi?
Allora eravamo tutti i tecnici giovani. Oggi devo dire che tutti i tecnici presenti in quel team lunare sono diventati dei bravi professionisti nel settore delle radiotelecomunicazioni. Posso dire quella che era una passione è diventato il nostro lavoro.

La Luna nello scatto con tecnologia Hdr di Valerio Zuffi

Intanto è di questi giorni una foto davvero particolare. La ha realizzata Valerio Zuffi (e postata nel gruppo Facebook “Il sistema solare”). è chiamata “mineral Moon”. “La ho presa da scatti effettuati durante il lockdown dello scorso anno con telescopio. Per rendere visibili contemporaneamente i dettagli della zona in luce e quelli in ombra è stata usata la tecnica dell’Hdr sfruttando scatti con pose differenti. Spero vi piaccia!”.

Gabriele Arlotti

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