Reggio Storia, numero 169: dello “Stradone” e d’altre storie

É giunto in edicola e in libreria il nuovo numero 169 del trimestrale Reggio Storia, periodico della Società Reggiana di Studi Storici che vanta ben 42 anni di ininterrotta pubblicazione.
Il nuovo numero contiene come di consueto molti articoli che spaziano tra periodi e argomenti della storia reggiana.

Il contributo di Alberto Cadoppi è dedicato alla storia dello “Stradone”, ovvero di viale Umberto I, e del ponte sul Crostolo a San Pellegrino. Sia il viale che il ponte furono progettati dai Ludovico Bolognini, commissario estense e importante architetto e ingegnere. Vennero realizzati fra il 1788 e il 1791. L’indagine di Cadoppi si basa anche sui copialettere originali del Bolognini che si trovano all’Archivio di Stato di Reggio.

La ricostruzione storica, e le interessanti immagini che la corredano, sono di particolare attualità, visto che proprio in questi mesi si sta procedendo alla riqualificazione di viale Umberto I, da parte del Comune, nell’ambito del progetto “Ducato Estense”, che comprende anche il restauro della Reggia e del Parco di Rivalta.

La ricerca evidenzia il particolare pregio storico dello Stradone, che all’epoca era considerato anche da viaggiatori stranieri uno dei più belli d’Italia. “Quel delizioso passeggio” – come lo definiva lo stesso Bolognini – creava un vero e proprio “colpo di vista di prospettiva”, anche grazie allo spettacolare quadruplice filare di pioppi cipressini che lo caratterizzava.

Renzo Boni ricostruisce i difficili giorni della Liberazione a Villa Sesso attraverso il Pro memoria di don Oreste Gambini, l’allora parroco, e la sua difficile opera di pacificazione. Degli avvenimenti nel territorio reggiano legati alla guerra di Successione Spagnola scrive Gabriele Fabbrici che descrive ampiamente la battaglia di Luzzara e pubblica diverse incisioni dell’evento.

Arnaldo Tincani scrive della regina Matilde, sposa di Enrico V, e della sua presenza nel reggiano nel 1117. L’autore analizza un diploma in cui la regina dona al monastero di San Raffaele di Reggio un mulino “in loco Herberia” che la colloca a Reggio prima della metà del settembre 1117 e un placito di Carpineti che ne documenta la presenza il 20 settembre nella rocca di Carpineti contornata da illustri personaggi tra i quali il sommo giurista e vassallo Ubaldo de Carpineta, l’arciprete Oddone, il prevosto della Cattedrale di Reggio ed il feudatario Rainero da Sasso.

Paolo Luosi e Anna Maria Vinsani continuano la pubblicazione di interessanti grida reggiane rivolgendo, su questo numero, il loro interesse ai documenti legati all’arte della seta al tempo che vide Reggio protagonista di questa produzione. Il testo è arricchito da una raccolta di curiosità sui termini legati alla produzione e alla vendita della seta.

Saverio Maccagnani conclude la sua ricerca sui ricoveri antiaerei tra il 1943 e il 1945 descrivendo i (pochi) segni rimasti in città della presenza dei rifugi. Il lavoro di Maccagnani, che è stato pubblicato in ben quindici puntate sulla nostra rivista, è di grandissimo interesse anche per la raccolta iconografica di immagini e documenti proposti dall’autore.

Fabrizio Anceschi prosegue la seguitissima serie dell’inserto Strade reggiane, giunto al numero 100 per complessive 556 pagine, che racconta delle vie Franchi, Franchini Benedetto, Francia Livio, Francia, Frank Anna e Franklin Benjamin.

Conclude il numero la rubrica Musicisti reggiani in attività di Federico Braglia che incontra Isabella Albertini, avvocato appassionata di tutte le forme d’arte e della polifonia sacra a cui si dedica con grande passione.

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