Il Ps Sutura di Scandiano ha una gemella argentina

Due realtà lontane migliaia di chilometri, ma unite da un nome, dalla passione per il calcio e da valori che, prima ancora dello sport, uniscono le persone. Il Ps Sutura di Scandiano, società pluridecorata nelle varie competizioni CSI, ha stretto un gemellaggio col Sutura Fc di Salta, una società anch’essa di calcio amatoriale di una cittadina argentina, ai piedi delle Ande, conosciuta attraverso il mondo dei social. A raccontarci com’è nato questo magnifico rapporto a migliaia di chilometri è proprio l’allenatore del Ps Sutura, Alberto Riva.

Alberto, come avete scoperto che esisteva un altro Sutura dall’altro capo del mondo e com’è nata l’idea del gemellaggio?
È nato per pura curiosità. Qualche tempo fa ho provato a scrivere “Sutura” sui social Instagram e Facebook ed ho trovato, con enorme stupore, un’altra realtà sportiva che aveva il nostro identico nome, il Sutura FC (noi ci chiamiamo Ps Sutura). Ho scoperto quindi che si trattava di una squadra di calcio come la nostra, fatta da amici, una formazione con la quale, almeno per ora, diventa difficile fare un’amichevole, Covid a parte, in quanto si trova “soltanto” a 11.000 km di distanza da noi.

Il Sutura Fc, infatti, è una squadra amatoriale che gioca dall’altra parte del mondo, precisamente in Argentina, a Salta, una città di un milione di abitanti nel nord del Paese, ai piedi delle Ande. La curiosità era comunque tanta e io e gli altri ragazzi della squadra abbiamo iniziato a seguirli sui social, per poi prendere contatto con loro e scambiarci dei like sulle nostre pagine.
 


Mi pare non vi siate fermati allo scambio dei link: se non erro vi siete scambiati anche le rispettive magliette. Vero?
Sì, è vero. Tra l’altro, sia le nostre divise che le loro hanno il segno delle cicatrici (da qui il nome di Sutura) che tra l’altro sono simili. A fine novembre 2020 mi è arrivato un messaggio da Nicolas Aquino, capitano della squadra Sutura Argentina, il quale mi chiedeva uno scambio di “camisetas”. 

Ho riferito tutto alla squadra e sia i giocatori che il presidente Matteo Nasciuti, sindaco di Scandiano, sono stati entusiasti dell’idea. Così, appena prima di Natale ho spedito una nostra maglia assieme ad adesivi, magneti per il frigo e portachiavi. Là adesso siamo in estate e i loro campionati sono in pieno svolgimento, ovviamente nel rispetto delle norme anti covid. Alla prima partita disputata, con la nostra maglietta a bordo campo, i nostri fratelli argentini hanno vinto per 3-1 e a fine gara si sono fatti un selfie con la nostra maglia, che, a quanto pare, ha portato fortuna.
 
Voi non potete fare la stessa cosa, visto che qui, purtroppo, i campionati sono bloccati dalla pandemia. Se però, in marzo, come si spera dovessimo ripartire, avreste anche voi la loro maglietta? Vi è arrivata?
Sì, ne hanno spedite due: entrambe bellissime. Per ora ho potuto solo fare una foto alle loro magliette nella nostra stanza trofei, assieme alle nostre coppe vinte nelle varie manifestazioni, ma non appena avremo la possibilità di ripartire con i campionati CSI, le porteremo anche noi sui campi sui quali andremo a giocare, in segno di rispetto e di amicizia nei confronti di questi ragazzi che, oltre al nostro stesso nome, hanno i nostri stessi principi e i nostri medesimi valori. Io, infatti, sono di questo avviso: le persone le riconosci subito… a pelle e tra noi e loro, pur non essendoci mai visti dal vivo, c’è stato subito feeling.

Hai già pensato di fare una bella vacanza in Argentina? Hai sviluppato altre idee?
La vacanza sarebbe fantastica, ma la vedo dura. Intanto ci hanno già chiesto di produrre per loro un’intera muta, qui in Italia. La nostra è piaciuta molto, sia come tessuto che come sublimazione. Potrebbe essere un’idea farne fare una nuova anche per noi, magari col doppio logo, il loro e il nostro, in segno di amicizia. Sapere che il nostro logo, il nostro brand, se così possiamo chiamarlo, è dall’altra parte del mondo, ci rende felici ed orgogliosi.
 
Quindi l’idea di un incontro amichevole, prima o poi, è nelle vostre corde…?
Sì, quello sarebbe veramente un sogno, anche se molto difficile da realizzare, perché spostare venti persone dall’altra parte del mondo non è una passeggiata, sia per una questione di costi, sia per motivi logistici e di organizzazione familiare e professionale. Sognare, però, non costa nulla. E i sogni ti aiutano a vivere meglio.

Lorenzo Chierici

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