La speranza nell’arcobaleno

La cancellazione improvvisa dei contatti sociali e l’invito a restare a casa per contenere il contagio da coronavirus hanno prodotto una forma di restrizione che gli esperti hanno denominato “distanziamento” e “isolamento” sociale.

Un isolamento forzato che ha creato, soprattutto nella popolazione più anziana, serie difficoltà, disagi profondi, perdita di speranza e tranquillità, ansia per i familiari, spaesamento per la rinuncia alle abitudini quotidiane, alla vita del quartiere e alle relazioni di prossimità che, all’improvviso, sono state spazzate via.

Le testimonianze raccolte in questo libro descrivono come hanno vissuto e come hanno reagito le persone più anziane alla privazione dei contatti umani, a situazioni sanitarie drammatiche, alla paura per la morte che passa vicino e all’amarezza per la lontananza obbligata di figli e nipoti.

Dopo la prefazione del curatore Fausto Cuoghi, in apertura, gli interventi di Loris Cavalletti e del cardinale Matteo Zuppi arcivescovo di Bologna, i racconti dei reggiani Lidia Giombini, Marcello Stecco, Marino Favali, Pierangelo Roncalli, Pietro Ferri.
Ecco rapidamente introdotta la raccolta di racconti sulla pandemia “La speranza ha i colori dell’arcobaleno” promossa da Fnp-Cisl Emilia-Romagna a cura di Fausto Cuoghi (Edizioni Lavoro, 206 pagine, 13 euro, presso sedi provinciali Fnp e librerie).

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