Contro il principio di realtà

Contro il principio di realtà

Con una circolare il Ministero dell’Interno ha disposto che sulle carte di identità dei minori il padre e la madre siano identificati con la dizione “genitore 1” e “genitore 2”.

Il Forum delle Associazioni Familiari esprime il più totale dissenso e sconcerto verso l’ennesimo tentativo di adeguarsi alla cultura gender.
La direttiva ministeriale va contro il principio di realtà: nessun bambino e nessuna bambina possono nascere senza una madre e senza un padre. Anche le tecniche schiaviste usate nei casi di “utero in affitto” non possono fare a meno dell’apporto di un seme maschile e di un seme femminile, cioè di un padre e di una madre.

La natura e la realtà ci dicono questo e il contraddirle costituisce un grave vulnus alla verità: significa, con un magico gioco di parole, creare una realtà virtuale che nega quella vera. Ciò costituisce un pessimo servizio all’intera comunità.
Ciascun essere umano proviene da una storia, cioè da un legame intergenerazionale che unisce tra sé persone che hanno un preciso nome ed una precisa posizione nel susseguirsi delle generazioni. Togliere le parole padre e madre significa rendere anonima questa storia, rendendo così anonimi tutti noi. Questo è il frutto di una posizione ideologica che preferisce obbedire supinamente ai capricci e ai pensieri distorti di una assoluta minoranza di popolazione piuttosto che rispettare la realtà, che, tra l’altro, coincide con la maggioranza quasi totale di un popolo come il nostro (e come tutti i popoli, del resto).

Ma che succede?
In queste ore ho ricevuto tante telefonate e messaggi di famiglie preoccupate che mi chiedono spiegazioni su ciò che sta accadendo nella politica italiana. La mia risposta è la stessa per tutti: “Boh!”.Cosa succederà non lo so io e non lo sa nessuno. Ma so quello che vorrei che accadesse. Se siete capitati su questa pagina negli ultimi giorni, saprete – l’ho detto e scritto più e più volte in quest’ultimo periodo – che non apprezzo il piano del Recovery fund presentato dal Governo (anche con gli ultimi cambiamenti), tuttavia non avrei mai voluto trovarmi in questa situazione. Al di là del colore dei governi, sono per la durata perché solo con il tempo si possono fare riforme serie e strutturali, come quelle che chiediamo da tanto per le famiglie. Il timore più grande è quello di vedere il solito film già visto: le tifoserie, le chiacchiere da bar, le litigate nei talk show mentre la pandemia avanza e il Paese va in crisi.

Alle famiglie italiane viene sempre chiesto di capire la politica, la quale ci lascia sempre un’immagine litigiosa e amara. La Politica, però, non interpreta mai il Paese. È sempre un dialogo a senso unico. Un’immedesimazione univoca.
Tutto questo cosa provoca? Disaffezione. Madri e padri di famiglia sono stanchi perché – in qualsiasi caso – oggi andranno comunque a lavorare con tutte le difficoltà della situazione. E la politica invece di essere percepita come la più alta forma della carità diventa nauseabonda. Una perdita di tempo. Un libro già scritto. Ed è un peccato avere una frattura del genere tra politica e cittadini. Così come è un peccato la disaffezione dei giovani alla Cosa pubblica.
Siamo tutti stanchi.

L’unica cosa che vorrei che accadesse è che gli italiani facessero gli italiani e, come accade nei momenti di crisi, tirino fuori il meglio di loro. Se vado d’accordo io con mia moglie nonostante le grandi differenze tra di noi, possono davvero andare d’accordo tutti. Serve un Governo di gente di buona volontà. Non ce ne frega nulla dei nomi, dei colori e delle ideologie: ci sono da fare 3 cose su cui siamo tutti d’accordo. Facciamole.

Gigi De Palo

150 pasti caldi la settimana  alle persone in difficoltà

Succede a Udine: l’iniziativa “Sempre aperti a donare” (di cui La Libertà ha recentemente parlato anche con riferimento a Reggio Emilia) arriva a Udine, dove McDonald’s e Fondazione per l’Infanzia Ronald McDonald doneranno 150 pasti caldi ogni settimana, fino a marzo a diverse strutture caritative e associazioni del territorio che offrono accoglienza a persone e famiglie in difficoltà, che verranno consegnati tramite il Banco Alimentare Friuli – Venezia Giulia.
I ristoranti McDonald’s di Udine sono coinvolti da vicino nel progetto: i team di lavoro dei ristoranti si occuperanno della preparazione dei pasti, ritirati e distribuiti dai volontari di diverse strutture e associazioni del territorio convenzionate con il Banco Alimentare Friuli – Venezia Giulia: la mensa La Gracje di Diu, l’Associazione Nazionale Famiglie Numerose e il Centro di Solidarietà Giovani.
Si tratta del progetto” Sempre aperti a donare”, lanciato da McDonald’s e per l’Infanzia Ronald McDonald.
L’iniziativa prevede la donazione di 100.000 pasti caldi che verranno distribuiti entro la fine di marzo alle strutture di accoglienza che ospitano famiglie e persone fragili in diverse città italiane.

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