Potare o non potare: questo è il dilemma

Allo stato naturale, gli alberi e gli arbusti si sviluppano secondo un ritmo fisiologico, influenzato anche dal clima e dall’ambiente circostante, senza che sia necessario l’intervento dell’uomo. La potatura rappresenta un’alterazione di questo equilibrio naturale e determina una ferita/lesione nelle strutture legnose, cui l’albero reagisce attivando meccanismi di difesa, spesso con notevole dispendio di energie.

Tanto più saranno ampi e numerosi i tagli dei rami, tanto più lenta sarà l’opera di cura/riparazione delle ferite: nei casi più gravi, i danni lambiscono addirittura le parti più interne, (complici attacchi di parassiti animali o patogeni fungini), mettendo in serio pericolo anche la stabilità dell’albero stesso.

Una potatura corretta richiede la conoscenza delle basilari nozioni teoriche e la capacità di applicarle caso per caso. Intervenire con coscienza e attenzione, non significa evitare o rimandare qualsiasi taglio per paura di sbagliare, ma agire evitando di peccare di superbia. Partendo dal presupposto che è sempre bene rivolgersi a personale altamente qualificato e dotato di opportune attrezzature e con tutte le autorizzazioni in regola (parere di esperti compreso), sappiate che i tagli dovrebbero essere inclinati, al fine di favorire lo sgrondo dell’acqua dalla ferita e protetti con prodotti a base di rame o mastici cicatrizzanti/disinfettanti. Gli utensili di taglio, è bene siano puliti, affilati e disinfettati con ammoniaca dopo ogni uso, in modo da evitare passaggi di malattie da una pianta all’altra.

Le latifoglie tendenzialmente presentano una ripresa abbastanza rapida, ma in caso di tagli scorretti la nuova vegetazione apparirà disordinata, eccessiva e mal distribuita. Insomma, un vero obrobrio. Per non parlare delle conifere, ahimè mutilate senza una logica e condannate a vivere senza un perché, con ricacci laterali deboli e poco apprezzabili. Ricordiamoci che il danno estetico-ornamentale sarà pressoché persistente dato che raramente l’albero potrà rimettere nuova vegetazione in grado di ricostruire l’originale conformazione. Ciò che resta in giardino è un esempio di assai scarsa professionalità e di colpevole incuria.

Osservando i giardini privati che si affacciano sulle strade, in questo mese è facile vedere piante tagliate…ricordiamoci che, “un albero correttamente potato non deve sembrare potato”, quindi prima di procedere, facciamoci delle serie domande per evitare irrimediabili errori, chiedendo sempre aiuto agli esperti in materia e (avuto il nulla osta degli Enti competenti), facciamo intervenire solo e soltanto aziende specializzate per il bene nostro e in primis…della pianta, che da tanto tempo prospera nella nostra area verde.

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