Il Signore chiama per nome

17 gennaio: i diaconi seminaristi commentano le letture

Pubblichiamo il commento alle letture (1Sam 3,3b.-10.19; Sal 39; 1Cor 6,13c-15a.17-20; Gv 1,35-42) della seconda domenica del tempo ordinario, 17 gennaio, che coincide con la Giornata diocesana del Seminario (si veda a pagina 3), curato dai diaconi don Marcello Mantellini, don Paolo Lusvardi e don Sebastiano Busani.

Dalle letture di questa Domenica, Giornata diocesana del Seminario, emerge in modo chiarissimo il tema della vocazione.
Per cinque volte il Signore si rivolge a un ragazzo con una sola parola, il suo nome: “Samuele!”. E quando finalmente viene compresa l’origine misteriosa di quella chiamata, la risposta è: “Parla Signore, perché il tuo servo ti ascolta”. Può darsi che il racconto voglia giustificare il nome di Samuele secondo un’etimologia popolare (“Dio lo ha chiamato”); in ogni modo vengono messi in luce gli elementi essenziali di ogni vocazione.
A cominciare dal rapporto interpersonale con Dio: Dio si presenta nella vita dell’uomo come suo vero interlocutore che chiama per nome e al quale si risponde col ‘tu’.

Chiamata e Risposta

È significativo che la voce di Dio venga ripetutamente interpretata come la voce di un uomo, di Eli: Dio entra così delicatamente nella vita di Samuele da presentarsi al suo livello, da poter essere confuso con un uomo. Questo antropomorfismo può irritare l’intellettuale che è in noi ma può anche suscitare la consapevolezza di noi stessi: siamo chiamati per nome da Dio; abbiamo quindi davanti a lui un’identità precisa; la vocazione non ci toglie la dimensione personale ma al contrario ci risveglia a essere noi stessi.

Continua a leggere il testo integrale dell’articolo su La Libertà del 13 gennaio 2021



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