Appennino, la carica dei diaconi

Sono sei le persone della montagna che hanno iniziato il percorso che porterà al diaconato. In Appennino abbiamo dunque un nutrito numero di credenti che, seguendo la propria vocazione, assieme alle loro famiglie, hanno scelto il “servizio”. “Diakonos” è una parola greca e nell’antichità indicava colui che si poneva nella comunità a servizio del prossimo, in modo autorevole e ufficialmente riconosciuto. Tutti i cristiani sono chiamati al ministero del servizio e il ruolo del diacono è anche quello di ricordarlo. Il diaconato è un cammino determinato dalla vocazione che porta a scoprire i segni che lo Spirito Santo ha posto nella vita di questi prescelti che si sono messi in ascolto cogliendoli.

Il ruolo del diacono è diverso dal sacerdote per tanti aspetti: non presiede l’Eucaristia e non assolve i peccati, può già essere coniugato e ha una sua professione. Il diacono non è tuttavia nemmeno “un semplice laico”. Ricevendo il sacramento dell’Ordine viene ammesso tra i membri del clero, ha una propria veste liturgica e un preciso posto all’altare.

Continua a leggere l’articolo di Maria Grazia Vasirani su La Libertà del 6 gennaio 2021

15 novembre 2020: un momento dell’ammissione di sei aspiranti diaconi permanenti. (foto Codazzi)

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