Il ciocco di Natale

 Era nato, chissà da quanti anni, lungo la sponda di un fossato che attraversava il podere di Tommaso; ed era ancora lì, vecchio ed un po’ malandato, ad affrontare la sfida delle stagioni. Era un pero selvatico, i cui rami non andavano neppure adatti per farne il manico di un attrezzo, ma i suoi frutti, anche se piccoli e duri, erano dolci come il miele. Se n’era accorto il figlio più piccolo di Tommaso che, quando arrivava l’autunno, tutti i giorni appena tornava da scuola, correva là a raccogliere i frutti caduti nella notte. Poi saliva fin sulla biforcazione del tronco e lì si metteva a cavalcioni, come si trattasse di un grande cavallo e lui un cavaliere esperto. 

Leggi tutto l’articolo di Giuliano Lusetti su La Libertà del 23 dicembre 2020

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