Confcooperative: Summit sullo sviluppo in appenino

E’ un summit senza precedenti – con una trentina di testimonial d’eccezione – quello organizzato da Confcooperative sul futuro sviluppo dell’Appennino reggiano.
Su questo “luogo di vita” e sulla sua “rete di opportunità”, come recita il titolo dell’iniziativa, giovedì 10 dicembre si confronteranno accademici, amministratori pubblici, economisti, esponenti del mondo creditizio e finanziario, imprenditori e rappresentanti delle organizzazioni imprenditoriali, alternandosi a a ritmo serrato in tre ore di webinar  (dalle 9,30 alle 12,30): un appuntamento che Confcooperative considera una vera e propria “audizione” rispetto allo sviluppo della montagna reggiana e al programma di lavoro messo a punto per queste aree dalla centrale cooperativa.
La piattaforma di Confcooperative – che affronta i temi del lavoro, dei servizi, delle risorse più importanti ai fini dello sviluppo montano, dei giovani, dei comparti dell’agroalimentare e del turismo – “nasce in quella che è ancora una fase di emergenza pandemica, ma l’obiettivo – spiega il presidente Matteo Caramaschi – è quello di orientare le azioni di sviluppo ben oltre il Covid, tenendo anche conto di quanto questa drammatica vicenda ci lascerà in termini di fragilità lavorativa e di disgregazione sociale, emergenze di ripresa economica,  sostenibilità e tenuta dei sistemi di protezione sociale”.
“Contemporaneamente – prosegue Caramaschi – occorre guardare con attenzione alle nuove opportunità che si stanno aprendo anche in questo momento, in una situazione nella quale la crisi pandemica, ma ancora prima la questione del cambiamento climatico e la ricerca di maggiore sicurezza sociale, associate poi a politiche pubbliche che sostengono l’acquisto di abitazioni, hanno aumentato sensibilmente l’attenzione alla montagna come possibile luogo di vita”.
“Gli stessi intensi flussi turistici e commerciali dell’ estate 2020 – sottolinea il presidente di Confcooperative – sono una traccia per investimenti possibili, più qualificati e di lungo periodo, che richiedono però una serie complessa di azioni integrate che consentano, in primo luogo, di reinserire i temi riguardanti l’Appennino in politiche di sviluppo che abbiano a cuore le sue specificità ma anche il valore delle sue risorse per una più equilibrata crescita di tutto il territorio provinciale”.
“Per questo – conclude Caramaschi – il confronto che abbiamo organizzato sarà alimentato da molte voci autorevoli e portatrici di attese, esperienze e competenze tra di loro certamente diverse, ma accomunate da sensibilità e attenzione alla vita in montagna e a  quello sviluppo che qui, più che altrove, vive di intrecci di attività e micro-economie che, prese singolarmente, spesso non sarebbero sostenibili”.

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