Come le stelle spente

Da appunti clinici, un titolo per la pandemia esistenziale

Pubblichiamo un contributo di Stefano Mazzacurati, curatore (insieme a Piero Benassi) del libro “Il segno della pandemia – Effetti psicologici e sociali” (edito da Consulta librieprogetti), a conclusione di una serie di articoli che La Libertà ha dedicato nelle settimane scorse al tema della salute mentale. Il testo è estratto dal libro stesso. Stefano Mazzacurati è medico psichiatra e psicoterapeuta; già primario ospedaliero e già professore a contratto all’Università di Parma e alla Sapienza di Roma, Mazzacurati è il presidente dell’Associazione Museo di Storia della Psichiatria di Reggio Emilia.

Il libro Il segno della pandemia cerca di conferire un senso a un fenomeno inatteso ed epocale che ha stravolto abitudini, rapporti fisici e psicologici col mondo intorno.
L’umanità si è trovata al cospetto di un tempo agostiniano, in cui il vissuto spaziale è essere in una bolla senza entrata né uscita e il vissuto temporale è essere in una sfera dove si perdono il prima e il dopo; e vive in una situazione diversa dal tempo oggettivo dell’orologio e dallo spazio oggettivo del metro.
La stessa psichiatria, psicoterapia, è come sospesa tra un passato apparentemente lontano e un futuro da immaginare. Con quale scritto potevo intervenire? E il titolo?
Scelsi infine Come le stelle spente. Chi legge capirà.

Leggi tutto l’articolo di Stefano Mazzacurati  su La Libertà del 28 ottobre 2020

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