Rischi e postumi che gravano sulla donna

In analogia ad un recente comunicato della sezione di Reggio Emilia dell’Unione Giuristi Cattolici Italiani, desidero aggiungere anche a nome dell’Unione Cattolica Farmacisti Italiani alcune brevi considerazioni di carattere tecnico-scientifico con particolare riguardo a commenti seguiti al comunicato del nostro vescovo Massimo Camisasca sull’utilizzo della Ru486.

Vorrei innanzitutto ricordare che la legge 194 che ha introdotto in Italia l’interruzione volontaria di gravidanza – e della quale ciò che si riferisce alla Ru486 è stato valutato essere un’estensione – prevede all’articolo 9 il diritto all’obiezione di coscienza.
Dunque è lecito e tutelato il dissentire dalla pratica abortiva senza essere tacciati di alcunché: chi difende la 194 deve saper difendere anche questa parte della legge, altrimenti ne travisa i fondamenti.

Leggi tutto l’articolo su La Libertà del 2 settembre 2020

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