Una vita vissuta «jusqu’au bout»

Pubblichiamo l’introduzione e la prima parte dell’omelia di padre Filippo Ivardi Ganapini nella Messa in suffragio dello zio missionario celebrata il 4 luglio a Pantano di Capirneti (testo non rivisto dall’autore). Le foto sono di Giuseppe Maria Codazzi.

Ci ritroviamo qui per dire grazie a Dio della vita! Per dire grazie!
Non celebriamo la morte, ma celebriamo la passione e morte e la risurrezione del Nostro Signore Gesù Cristo, e celebriamo la vita di don Pietro, una vita appassionata, donata, entusiasta, spesa fino in fondo, come dice lui “jusqu’au bout”, lo diceva sempre, finita ogni telefonata, “fino in fondo”, bisogna andare fino in fondo, e lui fino in fondo c’è andato con gioia. E noi celebriamo la sua nascita in cielo.
È già stata celebrata in Madagascar giovedì e sempre giovedì a Reggio Emilia, e noi ci ritroviamo ora… i primi cristiani ricordavano questo passaggio come “nascita in cielo”, anche se portiamo nel cuore un po’ di dolore, un po’ di lacrime, è normale!

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