Nosiglia: «Allontaniamoci dall’indifferenza»

Ha pagato il viaggio degli operai della Ex-Embraco per andare a Roma a parlare con Papa Francesco. è solidale con Cgil, Cisl, Uil per la “Vertenza Torino”. Richiama tutti, indifferentemente, alle proprie responsabilità. Parla di libertà e dignità del lavoro come condizioni irrinunciabili. Non è un prete-operaio, ma l’arcivescovo di Torino, monsignor Cesare Nosiglia (foto), che spiega: “Da figlio ho visto le lotte e l’orgoglio di mio padre operaio alla Piaggio. Da prete è mio dovere stare vicino a chi è senza lavoro oppure rischia di perderlo”.

In un sistema produttivo come quello attuale, quali possono essere ancora gli “spazi di manovra” per il riscatto della dignità del lavoro?
La globalizzazione che stiamo vivendo ha compiuto 30 anni da poche settimane. Il risultato più vistoso è quello di un mondo sempre più interconnesso e interdipendente ma nel quale sembrano prevalere il profitto di pochi e la solitudine di molti. Non abbiamo ancora compreso bene quanto siano stati profondi i cambiamenti; e soprattutto non ci siamo sufficientemente attrezzati per esercitare una concreta vigilanza su quanto sta accadendo. In questo Papa Francesco ci sta dando lezioni molto importanti. Il suo puntare il dito sulla “logica dello scarto” dovrebbe portarci a riflettere in modo ancor più impegnativo sulle conseguenze di quello che avviene.

Quindi?
La dignità del lavoro si colloca in questo contesto. Se davvero è l’uomo al centro della creazione, dobbiamo batterci con ogni mezzo per affermare questo principio. Quando incontro gli operai nelle fabbriche vuote, mi è accaduto ancora recentemente con la ex-Embraco, ciò che mi viene trasmesso è anche la perdita di dignità che subiscono.
Anche dal lavoro passa la dignità di una persona. Ma oggi si è perso il valore del lavoro.
Certo, occorre fare attenzione: il nostro tempo chiede anche a ciascuno di noi capacità creative diverse. Trovare lavoro significa anche “inventare” il proprio lavoro, formarsi a una “mobilità sociale” che nasce non dalla necessità, ma dall’intelligenza di chi intuisce nuove opportunità. Puntare su un sistema formativo adeguato non è una opzione facoltativa, ma un investimento indispensabile.

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