Immedesimarsi nel malato: una grazia chiamata CVS

In una fredda, ma assolata mattina di dicembre, nella parrocchia di Pieve Modolena, incontro Lucia Ianett e tre persone appartenenti al Centro Volontari della Sofferenza (CVS), questa associazione che, forse, in diocesi è poco conosciuta eppure esiste, ed è presente non solo in Italia e in Europa. Il CVS è una Confederazione internazionale di associazioni diocesane, fondata nel 1947 da monsignor Luigi Novarese, ora beato. Lucia è l’attuale responsabile diocesana, servizio a durata quinquennale, incarico, di solito, ricoperto da un ammalato, ma stavolta hanno scelto così, mi dice.

Nel dialogo che precede l’arrivo degli altri, ascolto da lei le note storiche che riguardano il fondatore, già da bambino innamorato di Gesù eucaristico e della Madonna, ammalato seriamente per anni, guarisce per una grazia ricevuta da Maria Ausiliatrice, pur conservando per sempre i segni sul corpo di questa tubercolosi ossea che gli lascerà una delle gambe più corta dell’altra. Don Luigi Novarese, beatificato nel 2013, dopo questa dolorosa esperienza pensò seriamente di diventare medico, ma ciò gli avrebbe consentito di aver cura più del corpo mentre lui desiderava essere di aiuto anche alle anime, quindi decise di diventare sacerdote.

Il suo motto intuitivo e innovativo per quegli anni fu: “l’ammalato per mezzo dell’ammalato con l’aiuto del fratello sano”, mettendo al centro le potenzialità di ogni ammalato e di ogni familiare o cristiano che volesse essere coinvolto. Per lui un ammalato è un potente annunciatore del Vangelo, ma non perché la condizione di sofferenza sia positiva, anzi!, ma perché è un’occasione per vivere il Vangelo e farlo vivere. Ogni dolore che sia fisico o psicologico, un lutto…, possiamo aggiungere quello che vogliamo, ci pone, di fatto, di fronte a una scelta, continua Lucia: o ci si chiude, ci si arrabbia, ci si ribella, la si rifiuta o la si accetta.

L’accettazione è un percorso, non dobbiamo pensare che ci siano tasti magici! Accetto quando e se posso viverla con questo Tu con la maiuscola, ma anche con i tanti tu che mi sono attorno, non tanto solo per accudirmi, come era la mentalità di quel tempo, ma per rendermi più autonomo che si può, e farmi sentire vivo, apostolo, persona che ha delle potenzialità anche se ammalato. Il beato Luigi diceva: se potessi muovere anche solo un dito, quello farò!

Mi pare proprio che i pietismi e i ripiegamenti su se stessi siano banditi da questa modalità.
Me lo confermano Tommaso e Natalina (coniugi) e Angelo rimasto vedovo dopo una lunga malattia della moglie. Arrivano e sono persone serene, vivaci, hanno voglia di parlare, raccontare, testimoniare la loro fede, sono abituati ad “esserci” non a stare in un angolino.
Tommaso è cieco, lo dice lui, usando il termine giusto e mi spiega come è avvenuto, precisando che dapprima almeno le ombre le vedeva, ora non più.

È un racconto sofferto, con Natalina, sua moglie accanto che partecipa al dolore, lo ha vissuto con lui, la figlia… gli amici. Ma quello che preme a Tommaso è raccontare la sua “conversione”.
Parla lui: Ero un muratore, ho perso la vista e la voglia di vivere, ero triste e angosciato, ma mia moglie ed io conoscevamo una donna del CVS di cui ci fidavamo per motivi familiari, ci ha invitato a partecipare agli Esercizi spirituali a Re in provincia di Verbania dove don Luigi Novarese aveva fatto costruire una casa tutta ben attrezzata per gli ammalati, voluta dagli ammalati stessi, ho accettato!

Uno dei primi giorni, sconsolato, ero seduto lì fuori, è arrivato un ragazzo in carrozzina a rotelle, e mi confidava il suo desiderio di voler salire il piccolo monte dentro al bel parco per raggiungere la statua della Madonna che era proprio lì, voleva vederla, ma non riusciva. Mi è scattato dentro qualcosa e ho detto: Beh, se io ci metto la forza, tu ci metti la vista! E così siamo andati e arrivati. Mi sono sentito utile, forte, ero contento. Lui è stato il mio “angelo”.

Continua a leggere l’articolo su La Libertà del 25 dicembre…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *