Ludopatia infantile: è allarme

Dov’è finita la cara vecchia briscola? E i vecchi giochi infantili con cui hanno giocato i nostri nonni da bambini? Mosca cieca… Nascondino… Girotondo… vecchi ricordi! Che non trovano spazio nella vita e nel contesto in cui vivono bambini di oggi. Nemmeno il più recente (si fa per dire) gioco dei Lego appassiona ormai i nostri ragazzi. E la fatica che si fa per trovare qualcosa che incuriosisca e appassioni i figli è un problema, talvolta un dramma, che si legge chiaramente nella faccia dei genitori. Meno male che intervengono video game e giochi elettronici.
Ma qualcosa forse non funziona.

Si ritorna a parlare di ludopatia, questa volta calata nella realtà dei giovanissimi. Nessun bambino ha mai dato segni di dipendenza dal gioco Mosca cieca. E chi non ha dormito la notte perché ansioso di tornare a giocare a Nascondino, tanto da farne una crisi?
La dipendenza dai videogiochi è invece un tema urgente da affrontare.

Il The Mirror, l’anno scorso, riportava un articolo che parlava di una madre convocata a scuola per la figlia di 9 anni. La bambina mostrava cambiamenti d’umore, aumento della stanchezza durante la permanenza a scuola, accentuata scontrosità. I genitori si erano inseguito accorti che la figlia rubava e usava di nascosto la loro carta di credito: si svegliava di notte, passava diverse ore davanti alla Xbox senza mai staccarsi, tanto da farsi la pipì addosso pur di non abbandonare il gioco. Con la carta di credito la bambina spendeva circa 50 sterline al mese per l’acquisto di elementi che potenziavano il personaggio del suo videogioco. Il gioco consiste in una battaglia all’ultimo sangue, nella quale 100 giocatori si sfidano per sopravvivere in un’isola. Vince l’ultimo uomo che rimane in piedi.

Parliamo di Fortnite, un video game “free to play”, cioè per cominciare a giocare non si deve pagare nulla. Ma se si vuole aumentare la potenza del proprio personaggio e avere più possibilità di vincere, si deve pagare.
Più si diventa bravi nel gioco, più si vuole essere forti, e per esserlo si deve personalizzare il proprio personaggio. E per farlo si deve pagare. Si innesca così una dipendenza davvero pericolosa. Il videogioco, sviluppato dalla Epic Games, raggiunge picchi giornalieri di 2 milioni di utenti collegati al server. La sua distribuzione è capillare, essendo disponibile per pc, smarphone e consolle, e anche i numeri del fatturato sono impressionanti

Continua a leggere l’articolo su La Libertà del 18 dicembre…

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