La storia di Giuseppe: Ritrovare casa

“Qui si sta veramente bene! Alla Caritas ho trovato davvero delle brave persone, mi sento in famiglia e cerco di fare altrettanto con gli altri ospiti della Locanda”. Sono le parole di Giuseppe, “adulto accogliente” o custode della Locanda Don Luigi Guglielmi. Giuseppe, insieme ad altri 3 ospiti, si è trasferito dal dormitorio Caritas di Baragalla alla nuova struttura di seconda accoglienza, all’interno della quale, come già faceva prima, gli è stato chiesto di essere il referente per gli altri ospiti e il collegamento con gli operatori della Caritas.

“Nonostante alcune vicissitudini, fino a pochi anni fa la mia vita era normale e autonoma. I problemi grossi sono cominciati con il fallimento dell’impresa nella quale ero socio con una persona che si è rivelata diversa da come l’avevo conosciuta e che ha creato debiti insostenibili che mi sono ritrovato a dover pagare. Dopo questa brutta avventura, ho abitato con mia madre in un piccolo appartamento, abitazione che non ho avuto la possibilità di mantenere dopo la sua morte (a 101 anni). Mi sono ritrovato, quindi, solo, senza casa, pieno di debiti e con problemi di salute. Se non avessi incontrato la Caritas non so cosa avrei fatto!”.

Ora la Locanda di via dell’Aeronautica dà la possibilità agli ospiti di rimanere anche durante il giorno, a differenza del dormitorio. Giuseppe riesce così a rimanere al caldo, a riposarsi quando non sta bene e ad essere riferimento e presenza sicura per gli altri ospiti e per gestire la quotidianità della struttura.
“Non è sempre facile gestire le persone. Ci vuole tanta pazienza e capacità di ascolto e mediazione, virtù che ho scoperto essere più presenti in me di quanto credessi. Età diverse, provenienze e culture tra le più varie, storie di vita e di sofferenza che vengono mescolate nei diversi momenti della giornata, quando si arriva, quando si esce, quando si fa colazione o si guarda insieme la televisione. Stiamo cercando di rendere questo luogo una casa, di creare relazioni familiari e di far crescere la stima e la collaborazione tra di noi. L’obiettivo è quello di vivere il meglio possibile un momento di difficoltà che si spera sia superato e ognuno possa trovare aiuto e opportunità per tornare all’autonomia”.

Continua a leggere l’articolo su La Libertà del 25 dicembre…

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