Una Locanda costruita da tanti

Il 10 dicembre è stata inaugurata la nuova opera segno Locanda “Don Luigi Guglielmi” presso la sede di via dell’Aeronautica in città.
è unluogo in cui uomini in difficoltà, senza dimora (stranieri e italiani) sempre più in aumento, di diversa provenienza, cultura, età, estrazione sociale hanno l’opportunità di essere accolti trascorrendo la notte e di vivere momenti di ascolto, relazione, prossimità anche durante il giorno e residenziali all’interno della struttura, grazie all’accompagnamento di operatori pastorali e comunità parrocchiali della nostra diocesi.
In questo senso collaborano con la Locanda l’unità pastorale Oscar Romero, il gruppo dei seminaristi, i futuri diaconi della parrocchia di Regina Pacis, la Fraternità di San Martino in Rio e diversi giovani che si affacciano anche per la prima volta all’accoglienza.

L’aspetto rilevante, di grossa novità e maggiormente significativo, è poter condividere il tratto di vita e il progetto personale di chi è accolto durante tutto l’arco della giornata; non solo, quindi, un dormitorio (che rimane, comunque, sempre una modalità necessaria e indispensabile per una prima e pronta accoglienza). La prossimità, l’accompagnamento nella relazione cerca di portare ogni persona all’autonomia, dove il fronteggiamento relazionale è parte fondante del percorso. In questo ci sta accompagnando l’università Cattolica di Milano che ci porterà a definire maggiormente questo nuovo stile, con un processo che potrà prevedere, all’interno della Locanda, spazi laboratoriali, attività ludico ricreative, momenti di confronto strutturato dove chi è in difficoltà è visto come portatore di competenze e qualità nell’ottica di uno scambio reciproco di esperienze di vita.

Sono dieci i posti letto della Locanda, di cui due destinati all’esperienza di “adulto accogliente”. Nell’allestimento e arredamento degli spazi abbiamo chiesto interventi a professionisti (fotografi, scultori, grafici…) comunità parrocchiali, associazioni di volontariato, cooperative, società sportive, persone, per rendere ancora più accogliente la Locanda nella “ricerca del bello”. Non avremmo mai pensato che, a seguito di una serata pubblica sull’accoglienza proseguita con il confronto avuto con Giuliano Melioli, scultore e grande amico di don Romano Zanni, sarebbe iniziata una bellissima attenzione all’altro nella solidarietà e gratuità per rendere calorosi gli spazi dell’ex maneggio che in passato ha ospitato gli uffici della Caritas diocesana. Insomma, abbiamo cercato di farne una casa, un luogo familiare, per accogliere al meglio gli ospiti.
Sono già 4 le persone accolte in Locanda, tra le quali c’è Giuseppe, di cui raccontiamo la storia in questa stessa pagina per rappresentare la tipologia di ospiti e di progettualità della Locanda.

Continua a leggere l’articolo su La Libertà del 25 dicembre…

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