Il vescovo Massimo porta il buon Natale ai carcerati

È iniziata con il dialogo personale con un detenuto la visita di monsignor Massimo Camisasca, accompagnato dal cappellano don Daniele Simonazzi, agli Istituti penali di via Settembrini. Dopo l’incontro, durato una trentina di minuti, il Vescovo si è recato nella cappella, dove l’aspettavano numerosi reclusi, per scambiarsi gli auguri e continuare la conversazione con tutti loro. La recita della preghiera che viene letta durante le Visite pastorali ha dato inizio all’incontro.

Prima di rispondere alle domande dei presenti il Vescovo, invitando tutti a chiamarlo don Massimo, ha voluto ricordare che, sette anni fa proprio in questi giorni, il primo atto del suo ingresso in Diocesi è stato quello di incontrare i reclusi di via Settembrini, segno questo di una profonda vicinanza, nella preghiera e non solo, con coloro che stanno vivendo un momento di particolare difficoltà della propria vita.

È toccato ad Alessio il compito di rivolgere il saluto di benvenuto, preparato assieme agli altri compagni durante la recita del Rosario del giorno precedente, a padre Massimo, ringraziandolo per la sua visita in prossimità del santo Natale, nonostante i tanti impegni che sicuramente riempiono le sue giornate in occasione di questa festività: “Consideriamo questa sua visita come una grazia, una benedizione, perché la sua presenza qui sia per noi un faro, un faro che possa illuminare le tenebre del nostro cammino che scontando la nostra pena stiamo affrontando. Molti fra noi hanno deciso di cambiare la propria vita, per non ricadere negli errori del passato e per poter intraprendere, camminando in Cristo, una strada che speriamo ci porti all’espiazione dei nostri peccati presso Dio e al riscatto della nostra persona presso la società degli uomini”.

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