Giocatori d’azzardo quadruplicati in dieci anni

Il punto con Daniela Capitanucci, membro dell’Osservatorio per il contrasto

Dopo la ricostituzione dell’Osservatorio per il contrasto della diffusione del gioco d’azzardo e il fenomeno della dipendenza grave con decreto interministeriale del 12 agosto 2019, sono arrivate, nei giorni scorsi, le nomine dei componenti: tra di loro, ci sono anche rappresentanti delle associazioni, come Simona Neri (Anci), Laura Marmai (Agesc), Daniela Capitanucci (And), Maurizio Fiasco(Alea), Armando Zappolini (Cnca). Proprio con Daniela Capitanucci, psicologa e psicoterapeuta, presidente onorario di And-Azzardo e Nuove Dipendenze, parliamo del rilancio dell’Osservatorio e del fenomeno che copisce sempre più persone in Italia.

In questi anni il fenomeno della diffusione del gioco d’azzardo e della dipendenza grave si è aggravato?
Sebbene vi sia stato un consistente colpevole ritardo nel monitoraggio ufficiale del fenomeno, perché l’Indagine nazionale dell’Istituto superiore di sanità in collaborazione con l’Amministrazione Dogane e Monopoli è stata realizzata solo nel 2018, ben 15 anni dopo la rivoluzione dell’offerta avvenuta a partire dal 2003 con il sistema concessorio, è comunque possibile rispondere affermativamente a questa domanda. Il Cnr-Ifc di Pisa, nell’ambito di ricerche di stampo europeo condotte dal 2007 al 2017, ha rilevato che in dieci anni nel nostro Paese i giocatori patologici sono quadruplicati (dallo 0,6% al 2,4% sulla popolazione 15-64 anni). E il dato riscontrato dall’Iss offre uno scenario ancor più preoccupante: tra i maggiorenni, risultano giocatori patologici il 3% della popolazione, ai quali vanno aggiunti 2,8% di giocatori a rischio moderato e 4,1% a rischio basso. Rispetto agli altri paesi europei si tratta di una prevalenza di ben tre volte superiore (Germania, Gran Bretagna, Francia, Svizzera e Austria hanno una prevalenza di gioco problematico inferiore all’1%). Questo dato però ci dice anche che il 27% dei soggetti maggiorenni che hanno giocato nell’ultimo anno (almeno uno su quattro) presenta una qualche forma di problema correlato.

Il fenomeno riguarda anche giovani?
Un altro dato preoccupante desunto dalla ricerca dell’Iss è la certificazione ufficiale del fatto che anche i minorenni giocano d’azzardo e lo fanno senza barriere, ovunque: dal tabaccaio (46,7%), al bar (28,8%) e nelle sale scommesse (41,1%) dove neppure dovrebbero poter entrare. È evidente, quindi, che il sistema distributivo attuale fa acqua da tutte le parti e non garantisce la protezione alle fasce più vulnerabili prevista dalla legge. Non dobbiamo poi dimenticare le vittime del gioco d’azzardo passivo.

Continua a leggere l’articolo su La Libertà del 18 dicembre…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *