Inaugurato il laboratorio Territoriale per l’Occupabilità “Lab 4.0”

Progetto nato su iniziativa di Unindustria Reggio Emilia che ha promosso e coordinato un ampio partenariato locale costituito dagli istituti Nobili, Gobetti, D’Arzo, Russell, Carrara, Einaudi, Pascal, Convitto Corso e da Comune, Provincia, Fondazione Manodori, Unimore, CCIAA, CIS, Fondazione REI, oltre ad alcune scuole del primo ciclo.

E’ stato inaugurato ufficialmente venerdì mattina, dopo che nei mesi scorsi era stato presentato in anteprima alle scuole, il “Laboratorio Territoriale per l’occupabilità Lab 4.0”. Il progetto nasce su iniziativa di Unindustria Reggio Emilia che ha promosso e coordinato un ampio partenariato locale costituito dagli istituti Nobili, Gobetti, D’Arzo, Russell, Carrara, Einaudi, Pascal, Convitto Corso e da Comune, Provincia, Fondazione Manodori, Unimore, CCIAA, CIS, Fondazione REI, oltre ad alcune scuole del primo ciclo.

I Laboratori territoriali per l’occupabilità nascono per volontà del Miur per stimolare la crescita delle competenze dei giovani, coniugando innovazione, istruzione e inclusione. Sono promossi da partenariati tra scuole e attori del territorio per orientare la didattica ai settori strategici del made in Italy.

 

Dopo un importante impegno progettuale frutto della collaborazione tra docenti degli Istituti della rete, rappresentanti delle imprese e docenti del DISMI, il progetto è stato candidato al MIUR.

In risposta al bando sono state presentate 529 candidature da tutta Italia. Il MIUR ha scelto 58 progetti vincitori. Lab 4.0 si è posizionato al 6° posto in Italia.

Oltre ai 750 mila euro di finanziamento del MIUR, il laboratorio può contare sui contributi di partner pubblicie privati, per un valore complessivo del progetto di 1,2 milioni.  

Collocato presso i locali della ex Casa dello Studente, situati in via dell’Abadessa nel centro storico di Reggio, che sono stati messi a gratuitamente disposizione dal Comune di Reggio Emilia per 10 anni, il laboratorio è dotato di avanzate strumentazioni tecnologiche, alcune in via di acquisizione. Sarà una palestra dell’innovazione in cui praticare didattica laboratoriale, cooperative learning, open innovation e problem solving per attrezzare i giovani a prepararsi alle professioni future.

Il gruppo di progetto ha riservato una particolare attenzione al processo di innovazione che sta interessando l’industria – e i servizi ad essa collegati – fondato sempre più sulla profonda integrazione delle tecnologie digitali nei processi industriali (la digitalizzazione delle fabbriche, la robotica, Industria 4.0, la produzione additiva con le stampanti 3D, l’Internet delle cose, i big data, il cloud computing), fulcro del nuovo modello di sviluppo economico locale che coniuga presente e futuro delle eccellenze produttive del territorio.

Aperto in orario extra-scolastico Lab 4.0 è uno spazio a disposizione della comunità, in cui si incontrano scuola, università, imprese, maker, ricercatori, per favorire lo sviluppo delle competenze chiave.

Il laboratorio servirà anche alla riqualificazione del personale aziendale e per offrire servizi propedeutici al collocamento dei giovani non occupati.

“La tappa di oggi è il risultato di quattro anni di lavoro – commenta Elena Guidi, Dirigente scolastico dell’Istituto Nobili, scuola capofila – ma non è il traguardo. Rappresenta il punto di partenza per una serie di attività finalizzate ad offrire alle scuole e al tessuto produttivo di Reggio Emilia un ambiente in cui sviluppare pratiche didattiche avanzate in sinergia con le politiche locali per il lavoro e le imprese

la formazione di formazione e di sperimentazione di concreta innovazione.

Oggi dobbiamo essere orgogliosi di quello che il Laboratorio rappresenta – sottolinea il Vicepresidente di Unindustria Reggio Emilia Claudio Galli – e non solo perché le nuove competenze richieste dalle imprese hanno uno spazio dove formarsi e svilupparsi. Credo che un motivo di orgoglio sia la collaborazione tra i diversi attori territoriali, 

pubblici e privati, che ci ha portato a questo importante risultato. Vorrei infine sottolineare il valore sociale di un laboratorio che servirà anche alla riqualificazione del personale aziendale o dei giovani non occupati”.

Obiettivi del progetto:

  • Allineare le competenze degli alunni e il fabbisogno del mondo del lavoro: Lab 4.0 mira ad affrontare il gap esistente tra i fabbisogni del mondo del lavoro e il profilo in uscita dal sistema dell’istruzione, integrando le competenze chiave (creatività, innovazione, imprenditorialità, competenze digitali) con una formazione vocazionale coerente con le specificità produttive del territorio.
  • Motivare e orientare alla cultura tecnica: il laboratorio intende avvicinare e appassionare i giovani alla cultura tecnica, sottolineandone la modernità e la contiguità rispetto alle nuove tecnologie.
  • Contrastare disoccupazione e favorire riqualificazione e ricollocazione: alcune attività saranno indirizzate a prevenire e contrastare l’abbandono scolastico precoce, con esperienze che sostengano la motivazione degli studenti. Altre saranno volte a promuovere azioni di riqualificazione dei giovani inoccupati.
  • Sviluppare competenze digitali per l’Industria 4.0: la disponibilità di capitale umano qualificato è una leva fondamentale per lo sviluppo, l’innovazione e la diffusione delle tecnologie digitali alla base di Industria 4.0, soprattutto per le PMI.
  • Supportare l’innovazione continua: open innovation, manifattura digitale, Internet delle cose, big data e cloud hanno un impatto epocale sulla manifattura e sui servizi, rivoluzionando gli elementi di competitività. Il laboratorio territoriale intende favorire la creazione di nuove figure specializzate nel manufacturing di qualità, avviando un processo virtuoso di progettazione e ridefinizione continua della formazione e del training permanente.
  • Sviluppare il pensiero computazionale (coding): le sfide attuali richiedono l’utilizzo di strumenti estremamente sofisticati in grado di assolvere a compiti sempre più complessi ma quello che le macchine non possono fare è sostituirsi al pensiero e alla creatività degli esseri umani. Il coding entra in questa visione come strumento di dialogo e di modellazione attraverso il quale è possibile trovare nuove soluzioni e trasporre le idee in istruzioni.
  • Adottare un modello innovativo di apprendimento: il modello tradizionale di apprendimento presuppone un tipo di studente che non esiste più. Le abilità e le competenze che servono oggi e nel futuro non possono essere imparate solo attraverso l’insegnamento frontale delle discipline perché richiedono approcci innovativi: imparare-facendo, lavorare insieme e apprendimento basato su progetti. I meccanismi stessi dell’apprendimento sono radicalmente modificati dallo sviluppo delle nuove tecnologie e delle concrete modalità di utilizzo del laboratorio:
  • Hub/Fablab: Punto di incontro e di coworking per giovani, aziende, makers e appassionati.
  • Condivisione delle competenze attraverso il confronto diretto.
  • Seminari per la diffusione delle best practice e dei casi di successo.
  • Workshop curati da aziende e professionisti partner.
  • Open day laboratoriali per la presentazione e la sperimentazione di nuove tecnologie e/o soluzioni innovative quali Linux day, Arduino day…
  • Strumentazioni
  • Hardware e software per lo sviluppo di applicazioni IOT, disegno e elaborazione 3D
  • Strumenti per produzione e riproduzione multimediale
  • Stampanti e scanner 3D per la prototipazione rapida
  • Robot e bracci antropomorfi
  • Strumenti di realtà aumentata
  • Software per data analisys e data modeling.
  • Sistemi meccanici e meccatronici.
  • Ruolo delle imprese

Le aziende partner collaboreranno al progetto con iniziative formative volte a generare nuove competenze. Attraverso manager e tecnici aziendali verranno presentati agli studenti: i nuovi paradigmi, i temi caldi e le sfide aperte, lo stato dell’arte e i trend evolutivi delle tecnologie ritenute di maggior interesse per le imprese, il tutto al fine di far crescere nei partecipanti la consapevolezza e la conoscenza delle dinamiche presenti nei principali settori di attività economia presenti sul territorio.

Le imprese collaborano, inoltre, all’identificazione delle professionalità e dei fabbisogni di competenze, in modo da rendere la formazione dei giovani sempre più vicina alle crescenti esigenze richieste dal mondo del lavoro, e alla realizzazione di attività di alternanza scuola-lavoro caratterizzate da qualità e innovazione progettuale. Mutuando la metodologia degli hackathon, le imprese propongono ai giovani di identificare e sviluppare dei progetti di innovazione per rispondere ad un proprio interesse di natura industriale. La presenza della Fondazione REI di Reggio Emilia è finalizzata a stimolare l’attività innovativa e a promuovere la cultura dell’innovazione presso i giovani, leva fondamentale per il riposizionamento competitivo del sistema economico reggiano.

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