«Um bom dia e boa semana»

Da La Libertà dell’11 dicembre…

Pubblichiamo due brevi testimonianze di don Gabriele Carlotti, missionario fidei donum in Amazzonia, e di don Fortunato Monelli, che ha accompagnato don Gabriele Burani, anch’egli missionario della nostra Diocesi.

Qui stiamo andando bene, con calma incontrando e iniziando a conoscere persone che collaborano nella pastorale e che hanno servizi nelle comunità. Le celebrazioni nelle comunità aiutano l’incontro.
Sono in viaggio con frei Gino risalendo il fiume Içá per visitare le comunità che vivono sulle sponde di questo fiume.
La maggior parte della parrocchia, come estensione, è lungo i 340 km di questo fiume, fino al confine con la Colombia dove il fiume continua cambiando nome.
Gabriele Burani e anch’io cerchiamo di conoscere le comunità della periferia della città oltre che del centro.
Ci aiuta e ci accompagna frei Assilvio, attuale parroco di Santo Antônio do Içá; è importante questo passaggio di consegne; ci vorrà molta pazienza nel cammino.
Un saluto al CMD, a te e famiglia. Um abraço.

Gabriele Carlotti

Carissimi, il viaggio in terra amazzonica continua.
La scorsa settimana c’è stata l’Assemblea diocesana; quattro giorni di incontro di laici (rappresentanti delle 8 parrocchie della Diocesi), religiose e religiosi, frati e preti insieme al Vescovo per tracciare le linee pastorali della Diocesi per i prossimi 4 anni; un gruppo di circa 100 persone.
I riferimenti principali: la realtà, le linee direttrici indicate dalla Conferenza Episcopale Brasiliana, le indicazioni del Sinodo dell’Amazzonia (anche se il documento finale del Papa non è ancora uscito). Il metodo: vedere, giudicare, agire.
Si alternano momenti di preghiera (a turno ogni parrocchia prepara e guida la preghiera), a lavori di gruppo, a momenti assembleari.
La struttura che ci ospita è della Diocesi: semplice, essenziale. Sobrio e essenziale il cibo; self-service, tutto in unico piatto, acqua, succo di frutta e cafesinho; ognuno lava il proprio piatto e le posate, alleggerendo il lavoro delle cuoche.
L’ultimo giorno è dedicato alle conclusioni operative; il vescovo Adolfo insiste sulla importanza di scelte condivise alle quali ognuno deve poi dare priorità.
Sabato mattino alle sei ci accompagnano al porto di Tabatinga. Il vescovo Adolfo è già là; ci aiuta per l’imbarco e si parte per la ‘nuova’ parrocchia di Santo Antônio do Içá, affidata ai reggiani. Sono otto ore circa di ‘lancha’, la barca più veloce fra i mezzi pubblici di trasporto: trasporta 100 persone circa e viaggia alla velocità di 28-30 nodi l’ora; fa la linea Tabatinga-Manaus, 36 ore di viaggio! Noi con otto ce la caviamo! Otto ore di acqua in questo immenso fiume color sabbia scura e di foresta sulle sponde. Sosta in Benjamin Constant, San Paolo de Olivença, Amaturá, porti di cittadine, sedi di comuni e di parrocchie.
Santo Antônio do Içá è la nostra meta: siamo arrivati. Graças à Deus! In pochi minuti siamo alla ‘casa paroquial’; ci accolgono i frati cappuccini: frei Assilvio, parroco, originario di questa terra, frei Gino, perugino, da quasi 50 anni in Amazzonia e frei Vito di Manaus, novizio.
Ci aiuteranno a conoscere almeno un po’ la realtà.
Un saluto carissimo a tutti e l’augurio di un buon san Prospero. Con affetto.

 



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