Erode bussa alle porte dell’Occidente

In Avvento un’indagine ci fa “incontrare” il potente e spregiudicato sovrano del tempo dell’infanzia di Gesù dove meno ci saremmo aspettati di trovarlo. Di lui parlano l’evangelista Matteo e lo storico Giuseppe Flavio, contestualizzandone la figura nell’antica Palestina. Ma ora sue tracce sono state individuate ad Atene.
Le orme di Erode spiccano da una ricerca di Ralf Krumeich e Achim Lichtenberg, Searching for Portraits of King Herod, recentemente proposta dalla rivista statunitense Biblical Archeology Review.

Krumeich è professore di archeologia classica all’università di Bonn, Lichtenberg è docente di archeologia classica all’università della Ruhr (Bochum).
I due studiosi si sono messi a caccia di esempi che ci parlino della raffigurazione iconografica del sovrano. Un’impresa ardua, considerando che nel mondo ebraico del tempo, secondo le indicazioni della Bibbia, era proibito ritrarre gli esseri viventi. Per Erode, almeno nel territorio della Giudea, nessun profilo sulle monete, niente statue, nulla in mosaici e affreschi.

E le occasioni per per magnificare se stesso non sarebbero mancate, visto che è stato promotore di una vasta serie di opere che gli sono valse l’appellativo di “il Grande”. Si va dall’ampliamento e abbellimento del Tempio di Gerusalemme – lo stesso edificio frequentato da Gesù – al palazzo-fortezza dell’Herodion, dotato di difese, terme, teatro e bagni cultuali; dall’incredibile porto di Cesarea Marittima alla fortezza di Macheronte; dall’ardita costruzione del complesso di Masada, che domina il Mar Morto, al palazzo di Gerico, abbellito da rigogliosi giardini. “Non c’è dubbio che Erode il Grande abbia lasciato il segno nella storia. Non solo realizzò impressionanti progetti di costruzioni in tutta l’antica Giudea, ma appare anche nei Vangeli e in fonti storiche. Eppure, nonostante tutto, di lui non rimane nessuna immagine”, introduce la rivista.

Ci provano Ralf Krumeich e Achim Lichtenberg a dare un volto al sovrano della strage degli innocenti. E per farlo, cercano al di fuori della Giudea, dove la storia dell’iconografia erodiana sembra aver preso una direzione diversa. Sì, perché la fama del sovrano aveva raggiunto l’Occidente, con tanto di statue.

Continua a leggere l’articolo su La Libertà dell’11 dicembre…

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