Stranieri, analisi Cisl: quanti iscritti, dove lavorano, quante tasse pagano

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Contribuiscono al Pil locale, pagano le tasse, partecipano alle attività sindacali. Sugli stranieri bisogna ristabilire la realtà dei fatti e smetterla una volta per tutte con una comunicazione politica che ne parla in modo strumentale e fuorviante, alimentando paure e pregiudizi.

Lo afferma la Cisl Emilia Centrale, che nel suo quarto bilancio di sostenibilità analizza l’apporto degli stranieri al nostro territorio. «Vogliamo affrontare un tema delicato e complesso, come l’immigrazione con le sue criticità e opportunità, in modo il più equilibrato possibile, senza sottovalutare la percezione che ne ha parte dei cittadini – spiega il segretario generale della Cisl Emilia Centrale William Ballotta -. Parlare di immigrati significa riferirsi a persone singole e intere famiglie che ogni giorno si rivolgono ai nostri uffici per raccontare le loro storie, dichiarare le loro aspettative ed esprimere i loro bisogni».

Al 1° gennaio 2019 gli stranieri residenti a Modena e Reggio Emilia erano complessivamente 159.051, pari al 12,8% della popolazione delle due province. Nel dettaglio, a Reggio Emilia 65.664 (12,3% dei 531.891 abitanti), a Modena gli stranieri residenti erano 93.387 (13,2% dei 705.393 abitanti).

In entrambe le province è la marocchina la comunità straniera più numerosa, seguita da Romania e Albania.

Gli stranieri iscritti alla Cisl Emilia Centrale sono 12.857 e rappresentano l’8,09% di tutti gli stranieri residenti a Reggio Emilia e a Modena. Anche tra gli iscritti Cisl le comunità più numerose sono, nell’ordine, la marocchina, rumena e albanese.

Dall’analisi dei dati sugli stranieri iscritti alla Cisl emerge che sul totale dei lavoratori attivi (cioè non pensionati) nei comparti del manifatturiero e dei servizi la percentuale degli stranieri è in costante aumento.

Nel manifatturiero sono passati dal 36,5% del 2016 al 40% del 2018, nei servizi dal 32% (2016) al 38,5% (2018)

«Questo significa che l’apporto dei lavoratori stranieri è determinante per l’economia dei nostri territori», afferma il segretario Cisl Ballotta.

Molto interessante si rivela anche l’analisi delle dichiarazioni dei redditi. I modelli 730 presentati presso il Caf Cisl Emilia Centrale nel 2018 sono stati 66.501: di essi 8.713 (il 13,11% del totale) sono stati presentati da contribuenti nati all’estero. Queste dichiarazioni dei redditi valgono complessivamente 38,75 milioni di euro di imposte, corrispondenti a una media di imposta 4.447,43 euro a contribuente.

«Vuol dire che gli stranieri che lavorano regolarmente nelle nostre imprese pagano le tasse tanto quanto i lavoratori italiani – sottolinea Ballotta – Ecco perché noi della Cisl diciamo che gli immigrati contribuiscono in maniera determinante alla vita delle nostre comunità e alla crescita del nostro sistema socio-economico. Sono donne e uomini che desiderano essere considerati cittadini a tutti gli effetti dopo un percorso di inclusione al quale contribuisce anche il sindacato. Molti tra loro sono non solo iscritti, ma delegati e rappresentanti (rsu/rsa) Cisl che – conclude Ballotta – partecipano alla 

vita e alle conquiste sindacali della nostra organizzazione».

Valore economico di contrattazione aziendale e assistenza fiscale

Cisl: «Da contratti e servizi 112 milioni di euro a lavoratori e pensionati»

Grazie alla contrattazione collettiva l’anno scorso ai lavoratori modenesi e reggiani sono stati distribuiti complessivamente quasi 66 milioni di euro. Di questi, 28,5 milioni sono andati al settore manifatturiero, 2,2 milioni ai servizi e 36 milioni di euro al settore pubblico.

Il dato è contenuto nel bilancio di sostenibilità 2019 (esercizio 2018) realizzato dalla Cisl Emilia Centrale, che ha calcolato il valore economico della tutela individuale e collettiva prestata ai lavoratori, sia iscritti che non iscritti.

L’anno scorso i sindacalisti Cisl di Reggio Emilia e Modena hanno seguito 2.766 aziende private e pubbliche (comprese scuole ed enti locali) attraverso 1.014 rsu e rsa (delegati e rappresentanti sindacali). Sono state convocate 3.539 assemblee e conclusi 408 accordi e contratti che hanno riguardato 70.689 lavoratori, di cui 15.645 iscritti Cisl. Inoltre la Cisl ha gestito 66 casi di subentro appalti (713 lavoratori coinvolti), 70 riorganizzazioni e crisi aziendali (2.231 lavoratori coinvolti).

Nel 2018 le diciannove categorie Cisl (alimentaristi, ceramisti, edili, metalmeccanici, pubblico impiego,…) hanno realizzato 2.654 interventi di tutela individuale, grazie ai quali i lavoratori interessati hanno recuperato complessivamente 3,7 milioni di euro. La sola Cisl Scuola ha gestito 700 mobilità, 250 assegnazioni provvisorie, 6.280 conferimenti di incarichi, 1.750 immissioni in ruolo, 1.300 inserimenti in graduatoria docenti e ata, 641 tra vertenze legali, ricorsi e ricostruzioni di carriera.

Anche attraverso i suoi servizi la Cisl Emilia Centrale assiste e tutela decine di migliaia di persone ogni anno. Nel 2018 il patronato Inas ha gestito 48.312 pratiche, mentre sono state 66.501 le dichiarazioni dei redditi curate dal Caf (Centro assistenza fiscale). I contribuenti reggiani e modenesi hanno ottenuto rimborsi per 42 milioni di euro, mentre ammontano a 3,8 milioni di euro le imposte recuperate a favore dello Stato. Sono state 9.439 le pratiche Isee curate dalla Cisl, 4.209 quelle di maternità, 9.294 le pratiche di disoccupazione/mobilità.

Sempre l’anno scorso l’associazione per la difesa dei consumatori Adiconsum ha assistito oltre 1.200 persone, soprattutto per casi di contratti stipulati ma non richiesti, rimborso del canone Rai, sovraindebitamento e controversie con le compagnie telefoniche (le 841 conciliazioni hanno consentito ai consumatori di recuperare 165 mila euro).

 

L’Anolf (associazione stranieri) ha curato 3.399 rinnovi dei permessi di soggiorno, 133 ricongiungimenti e 330 richieste di cittadinanza, mentre il Sicet (sindacato inquilini) ha gestito 1.833 tra contratti, pratiche, accordi, vertenze, consulenze, ecc. Infine la Cisl Emilia Centrale ha firmato 26 tra verbali e accordi con Comuni, le due Province, aziende sanitarie locali e multi utility. 

E’ la maggiore struttura CISL della regione

Tutti i numeri della Cisl Emilia Centrale

Con 100.303 iscritti (3.699 in più rispetto al 2017) è la struttura Cisl più grande dell’Emilia-Romagna e l’ottava in Italia. La Cisl Emilia Centrale, nata il 27 maggio 2015 dall’accorpamento tra la Cisl di Reggio Emilia e Modena (fondate entrambe nel 1950), ha realizzato il suo quarto bilancio di sostenibilità.

Contiene tutti i numeri (aggiornati a fine 2018) che fotografano l’organizzazione, comprese le risorse umane ed economiche necessarie per adempiere la missione Cisl: difendere i lavoratori e pensionati, salvaguardare la loro dignità, migliorare le condizioni salariali, normative e professionali, accrescere il benessere materiale e immateriale della comunità.

Alla Cisl Emilia Centrale aderisce l’8,1% della popolazione modenese e reggiana (1,237 milioni di abitanti). Più della metà degli iscritti sono lavoratori attivi (53,26%) e donne (52,64% del totale). Tra i lavoratori attivi la maggioranza (51,90%) è nella fascia di età 30-50 anni, mentre gli under 30 sono il 7%; è straniero il 30% degli iscritti tra gli attivi. La Cisl, che ha 49 sedi (due provinciali, undici zonali e 36 comunali), è suddivisa in 19 categorie e sei servizi.

Il consiglio generale ha 109 componenti (27 donne e 84 uomini), mentre la segreteria confederale è formata da una donna e tre uomini: sul sito www.cislemiliacentrale.it è visionabile il codice etico e comportamentale che devono osservare tutti i dirigenti, operatori, delegati e associati Cisl.

Sono 107 le persone (il 42% donne) che lavorano a tempo indeterminato per la Cisl Emilia Centrale; a esse si aggiungono 133 collaboratori. Il 63% dei dipendenti Cisl ha un’età compresa tra i 30 e 50 anni. Il valore complessivo dei contributi sindacali incassati nel 2018 ammonta a 7 milioni di euro (341 mila euro in più rispetto al 2017, grazie all’aumento degli iscritti), una parte dei quali va alla Cisl nazionale e regionale. Il 59% delle risorse che rimangono sul territorio viene speso per il personale, il 23% per la gestione delle sedi e l’acquisto di beni strumentali, l’8% in manifestazioni e altre iniziative pubbliche. La Cisl Emilia Centrale controlla l’immobiliare proprietaria delle sedi (il cui patrimonio complessivo supera i 12,5 milioni di euro), è socia di Banca Etica e ha partecipazioni in Serv. ER srl (la società che gestisce i centri di assistenza fiscale), Ial Emilia-Romagna (ente di formazione professionale) e Iscos ong (cooperazione internazionale). 

Cos’è un bilancio di sostenibilità sociale

 Il bilancio sostenibilità sociale è il risultato di un processo di rendicontazione pubblicato da un’organizzazione a beneficio di tutti i suoi stakeholder (portatori di interesse) per renderli consapevoli degli impatti che l’organizzazione genera sul piano economico, ambientale e sociale.

Il bilancio di sostenibilità sociale della Cisl Emilia Centrale – che giunge quest’anno alla sua quarta edizione –  è stato redatto approcciando le linee guida dello standard europeo Gri (Global reporting initiative) nella versione più recente G4.

È uno strumento non solo di comunicazione verso l’esterno, ma anche e soprattutto di lavoro interno. Ha un alto valore strategico, perché permette di evidenziare eventuali punti di debolezza dell’organizzazione e porsi continuamente in un’ottica di miglioramento.

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