Ritratto di giovane donna del Correggio

Fino all’8 marzo 2020 ai Chiostri di San Pietro a Reggio Emilia è in mostra il quadro del Correggio, proveniente dal museo dell’Ermitage di San Pietroburgo, che rappresenta una giovane donna seduta. Di lei non si sa nulla. Il catalogo e la presentazione del quadro alla mostra propongono attribuzioni diverse, ma tutte incerte. Anche noi abbiamo una nostra attribuzione: la moglie del pittore.

Il quadro
La donna è saldamente seduta su di una sedia, che non si vede, coperta com’è dall’ampio vestito. Tiene con la mano destra un’ampia coppa, in cui all’interno risultano scritte tre parole greche, ma forse quattro per la simmetria della loro posizione. L’unica parola leggibile è quella davanti allo spettatore. Essa, scritta in maiuscolo in caratteri greci, in caratteri latini è: NEPENTHES.

è ripresa dall’Odissea di Omero, ossia dall’episodio in cui Telemaco, figlio di Ulisse, nella ricerca del padre, arriva a Sparta, dove incontra il re Menelao e la regina Elena. Il triste racconto di Telemaco viene addolcito da Elena, che nel vino getta un farmaco, capace di far fuggire il dolore. Nepenthès è l’aggettivo che significa: che fa fuggire il dolore.

Il centro
e la fede della donna
Il centro del quadro è dato dalle ampie maniche bianche della donna, che sono morbide, quasi a voler abbracciare lo spettatore. Esse guidano lo sguardo in alto verso il collo e la parte alta del petto, di un biancore irreale, che lo trasfigura. Sopra ad esso scorre una catenella d’oro, che porta uno scapolare marrone, che può essere solo quello della Madonna del Carmelo. La parte identica, dietro alla schiena, è suggerita dal largo giro della catena sulla spalla sinistra. Sotto la coppa c’è il nodo di una corda, che rappresenta il cordone del terz’ordine francescano.

Continua a leggere tutto l’articolo di Daniele Rivolti su La Libertà del 4 dicembre

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