L’autunno e i buoni propositi

Le prime giornate di settembre preludono alla mitezza dell’autunno. Il buio della notte porta con sé un’aria frizzantina che al mattino sprigiona una energia nuova e sembra cancellare la frenesia dell’estate ormai alle spalle. Arthur, il mio amico peloso, compagno di lunghe passeggiate, mi aspetta seduto davanti alla porta alle 7 precise, mattino e sera. Non ho mai capito come faccia a intuire l’orario esatto, ma lui lo sa. Ed è lì pronto, ogni giorno, a ricordarmi che quell’oretta di movimento, che apre e chiude la giornata come una preghiera, fa bene a lui e a me. La vita riprende il suo ritmo naturale: il lavoro, le riunioni con i colleghi, gli amici, il corso di inglese, allenamento per il cervello e via di fuga immaginaria per l’anima (magari il soggiorno di un week end a Londra si potrebbe prolungare e, in tal caso, sono pronta!), e la palestra….ma questa volta decido che verrà anche la mamma. Le farà sicuramente un gran bene!

Dopo un’estate trascorsa, per giornate intere, ricurva in cucina a sbucciare frutta di ogni tipo, raccolta con agilità felina direttamente dagli alberi, per inventare marmellate che farebbero impazzire anche gli chef più rinomati, a zappettare nell’orto dalle 6 del mattino per la soddisfazione di raccogliere le primizie, coltivate e curate con amore quasi filiale, da regalare, incartate come orchidee, alle amiche del cuore…dopo aver sgambettato con le sorelle sui lidi toscani, tra una partitina a carte, un bagno ristoratore, un mercatino serale e una nuova ricetta di pesce, che solo lei sa come si cucina… ecco, improvvisamente, la palestra diventa un esercizio difficilissimo su cui è necessario fare una riflessione. Più che una riflessione – azzardo – è necessaria una flessione. La battuta di spirito, per la verità anche un tantino irriverente, non è stata apprezzata. Prendo tempo e cerco il modo giusto per vincere la sua ritrosia, nella assoluta convinzione che un esercizio fisico adeguato e coordinato da un educatore sportivo esperto possa rappresentare la migliore medicina preventiva per questa indomita settantenne.

Continua a leggere l’articolo nella rubrica Mirabilia a cura di Valeria Braglia su La Libertà del 18 settembre

 

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