Migranti, raddoppiati gli arrivi in Spagna

I dati del rapporto dell’agenzia europea Frontex sui flussi registrati nel 2018

Si attenua il flusso migratorio dall’Africa e dal Medio Oriente verso l’Europa. L’esito può essere ricondotto agli accordi, molto discussi, con la Libia (dove la situazione dei campi di accoglienza dei migranti è tutt’altro che vivibile, e in cui violenze e maltrattamenti vengono continuamente denunciati da osservatori internazionali e ong) e a quelli, ancor più problematici, con la Turchia.
Si fanno più stretti i canali migratori dall’Africa interna. Si attenua la pressione che fino a qualche mese fa arrivava dalla situazione in Siria…

Eppure anche lo scorso anno 150mila persone hanno attraversato il Mediterraneo lungo le tre “classiche” rotte (Mediterraneo orientale, verso la Grecia; centrale, verso l’Italia; occidentale, verso la Spagna), oltre alla rotta balcanica. Poi, una volta messo piede in Europa, per il migrante si aprono le procedure per l’accoglienza, il riconoscimento, l’eventuale protezione internazionale, i possibili rimpatri, oppure l’integrazione sociale.
Ma questi altri aspetti non emergono dal rapporto “Analisi del rischio” di Frontex, agenzia dell’Unione Europea, pubblicato mercoledì 20 febbraio, e concentrato soprattutto sui numeri.

“Nel 2018 gli attraversamenti illegali delle frontiere europee hanno raggiunto il livello più basso in cinque anni, ma la pressione migratoria è rimasta relativamente elevata alle frontiere esterne dell’Ue”, si legge nel rapporto.
“La cifra totale degli arrivi – 150.114 nell’anno – è scesa del 27% rispetto all’anno precedente, ed è inferiore del 92% rispetto al picco migratorio del 2015”.
Ciò è dovuto, secondo Frontex, “in gran parte al drammatico calo del numero di migranti sulla rotta del Mediterraneo centrale” verso l’Italia: gli arrivi attraverso questo tratto di mare sono stati 23.485.

Leggi tutto l’articolo di Gianni Borsa su La Libertà del 27 febbraio

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