Una lettera per salutare don Carlo

Durante la santa Messa del 25 settembre, in cui la comunità di Rio Saliceto ha salutato il parroco don Carlo Castellini (destinato a Casina, dove ha fatto l’ingresso il 3 ottobre: servizio sul prossimo numero) è stata letta questa lettera di Luca Bassoli.

Carissimo don Carlo, ammettilo! Lo hai pianificato da anni! è tutto iniziato quando hai voluto scegliere il nome per la nostra unità pastorale: “Discepoli di Emmaus”. E proprio oggi, giorno in cui si carica l’ultimo furgone del trasloco e lasci Rio Saliceto e Ca’ de’ Frati, è la festa di san Cleofa, uno dei due discepoli. A ben pensarci però… no. Non può essere. Vista la tua (dis)organizzazione è impossibile.
Nell’ottobre 2009, al termine della Messa del tuo ingresso, fermammo un parrocchiano di Vetto per informarci, da grandi pettegoli, sulle tue caratteristiche. “Don Carlo? Un bravo prete e un sant’uomo… ma preparatevi a cercare il suo cellulare un paio di volte alla settimana, perché perde tutto!”. Isaia non avrebbe saputo profetare meglio. Di quanto sei sbadato si potrebbero riempire pagine e pagine. Dico solo che grazie a te alcuni di noi hanno imparato ad aprire le porte blindate senza l’ausilio di chiavi ma con la fantomatica carta di credito!

Leggi tutto il testo della lettera su La Libertà del 10 ottobre



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